Nata nel 1981, la Clásica San Sebastián è diventata una delle corse più prestigiose del calendario WorldTour. Da Marino Lejarreta a Remco Evenepoel, passando per Indurain, Bettini e Giulio Ciccone, la gara basca continua a richiamare i grandi protagonisti del ciclismo mondiale.
Articolo a cura della redazione di InBici News24
Per molti il Tour de France rappresenta il culmine della stagione.
Per i grandi campioni, invece, il calendario non concede pause. Appena si abbassa il sipario sugli Champs-Élysées, l’attenzione si sposta immediatamente verso una corsa che negli anni ha saputo conquistare un prestigio straordinario: la Clásica San Sebastián, conosciuta nei Paesi Baschi come Donostia Klasikoa.
È una gara che non assegna una maglia speciale, non appartiene al ristretto gruppo delle cinque Classiche Monumento eppure, anno dopo anno, continua ad attirare alcuni dei migliori corridori del panorama internazionale.
Perché vincere a San Sebastián significa entrare in un albo d’oro che racconta quarantacinque anni di grande ciclismo.
Sabato 1° agosto scatterà una nuova edizione. Prima di vivere la sfida sulle strade dei Paesi Baschi, vale la pena ripercorrere la storia di una corsa che è diventata un appuntamento irrinunciabile dell’estate ciclistica.
Una corsa nata dalla passione dei Paesi Baschi
La Clásica San Sebastián nasce nel 1981, grazie alla volontà degli organizzatori baschi di regalare alla propria terra una grande corsa internazionale capace di valorizzare la straordinaria tradizione ciclistica della regione.
Fin dalle prime edizioni la gara si distingue per un percorso impegnativo, disegnato tra le continue salite che caratterizzano il territorio basco e capace di premiare corridori completi: scalatori resistenti, uomini da classiche e finisseur dotati di coraggio e intuito tattico.
Con il passare degli anni la manifestazione cresce costantemente fino a entrare stabilmente nell’élite del ciclismo mondiale, diventando una delle prove più prestigiose del calendario UCI WorldTour.
La classica che arriva dopo il Tour
Esiste una caratteristica che rende la Clásica San Sebastián diversa da qualsiasi altra corsa.
Arriva immediatamente dopo il Tour de France.
È il primo grande appuntamento internazionale che mette nuovamente di fronte molti dei protagonisti della Grande Boucle.
Chi esce dal Tour con una condizione ancora brillante trova sulle strade basche un terreno ideale per proseguire la propria stagione.
Per questo motivo, negli anni, la corsa ha assunto quasi il ruolo di una “classica dei campioni”, una prova nella quale si confrontano i migliori interpreti del ciclismo mondiale.
Il pubblico basco, da sempre tra i più calorosi e competenti d’Europa, contribuisce a creare un’atmosfera unica, trasformando ogni salita in una festa popolare che rende la Donostia Klasikoa una delle gare più affascinanti dell’intero calendario.
I grandi campioni che hanno scritto la storia
Ogni grande corsa è raccontata dai nomi dei suoi vincitori.
La Clásica San Sebastián non fa eccezione.
Il primo grande simbolo della gara è Marino Lejarreta, autentico idolo di casa e primo corridore capace di conquistare tre vittorie, diventando per molti anni il volto stesso della corsa.
Negli anni successivi l’albo d’oro si è arricchito di campioni straordinari come Miguel Induráin, protagonista dell’epoca d’oro del ciclismo spagnolo, Laurent Jalabert, uno dei corridori più completi degli anni Novanta, e Paolo Bettini, che riportò l’Italia sul gradino più alto del podio con il suo stile offensivo e spettacolare.
Tra i grandi interpreti della corsa meritano un posto speciale anche Alejandro Valverde, capace di esaltarsi sulle salite dei Paesi Baschi, e Julian Alaphilippe, il cui modo aggressivo di correre sembrava perfettamente costruito per una gara di questo genere.
Negli ultimi anni il protagonista assoluto è stato Remco Evenepoel, autore di tre vittorie che gli hanno permesso di eguagliare il record storico di Marino Lejarreta, confermando il proprio straordinario feeling con le strade della Donostia Klasikoa.
Il filo azzurro che lega l’Italia a San Sebastián
Anche il ciclismo italiano ha lasciato un’impronta importante nella storia della corsa.
Dopo il successo di Paolo Bettini, altri protagonisti azzurri hanno saputo mettersi in evidenza sulle strade basche, confermando il particolare rapporto tra gli italiani e questa classica.
L’ultimo grande acuto porta la firma di Giulio Ciccone, capace di conquistare la vittoria nell’edizione 2025 grazie a una prestazione di grande coraggio e qualità, riportando il tricolore sul gradino più alto del podio e rilanciando la tradizione italiana in una corsa che da sempre premia gli attaccanti.
Una corsa che vale molto più di una vittoria
La Clásica San Sebastián non assegna una maglia.
Non decide un Grande Giro.
Eppure continua a esercitare un fascino straordinario.
Per un professionista vincere sulle strade dei Paesi Baschi significa dimostrare di possedere condizione atletica, coraggio, intelligenza tattica e capacità di interpretare una corsa imprevedibile fino agli ultimi chilometri.
È questo il motivo per cui quasi tutti i grandi campioni dell’ultimo mezzo secolo hanno desiderato iscrivere il proprio nome nel suo albo d’oro.
Perché San Sebastián rappresenta molto più di una semplice classica estiva.
È un banco di prova riservato ai migliori.
Sabato si rinnova la tradizione
Sabato 1° agosto la Donostia Klasikoa aprirà un nuovo capitolo della propria storia.
Le strade dei Paesi Baschi torneranno a fare da palcoscenico ai protagonisti del ciclismo internazionale, chiamati a raccogliere l’eredità di campioni che hanno contribuito a rendere questa corsa una delle più prestigiose del panorama mondiale.
Per gli appassionati sarà l’occasione di assistere ancora una volta a uno spettacolo che unisce tradizione, passione e grande ciclismo.
Per il vincitore, invece, sarà l’ingresso in una storia iniziata nel 1981 e che, dopo quarantacinque anni, continua a scrivere pagine destinate a diventare leggenda.
A cura della redazione di Inbici News24
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