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Gimondi Camp 2026 ad Albano Sant’Alessandro dedicato ai bambini con disabilità

GIMONDI CAMP, LA BICICLETTA CHE ABBATTE LE BARRIERE


Ad Albano Sant’Alessandro una settimana speciale dedicata ai bambini con disabilità. Nel nome di Felice Gimondi, il ciclismo diventa inclusione, autonomia e occasione di crescita.

Articolo a cura della redazione di InBici News24

Ci sono eredità sportive che si misurano attraverso trofei, maglie e vittorie. E ce ne sono altre che continuano a vivere attraverso i valori trasmessi alle nuove generazioni. Quella lasciata da Felice Gimondi appartiene certamente a entrambe le categorie.

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È proprio da questa seconda dimensione che nasce lo spirito del Gimondi Camp, progetto che oggi porta bambini e bambine sulla bicicletta non soltanto per insegnare loro a pedalare, ma per trasmettere quella cultura dello sport fatta di sacrificio, rispetto, amicizia, costanza e capacità di affrontare le difficoltà che ha accompagnato tutta la vita del grande campione bergamasco.

In questi giorni, ad Albano Sant’Alessandro, in provincia di Bergamo, quella filosofia assume un significato ancora più profondo. Dal 31 agosto al 4 settembre 2026 il Gimondi Camp propone infatti una settimana espressamente dedicata ai bambini con disabilità.

Cinque giorni nei quali una bicicletta può diventare qualcosa di molto più importante di un semplice mezzo sportivo.

DAL SOGNO DI FELICE GIMONDI AL PROGETTO DI NORMA

Per comprendere il Gimondi Camp bisogna tornare alle sue radici.

Felice Gimondi aveva una particolare attenzione nei confronti dei giovani e considerava lo sport una straordinaria scuola di vita. Già molti anni fa aveva concretizzato questa convinzione dando vita a una scuola di mountain bike dedicata ai bambini tra i 5 e i 12 anni a Sombreno, alle porte di Bergamo.

Un seme che non è andato perduto.

Dopo la scomparsa del campione, Norma Gimondi, sua figlia, ha raccolto quella eredità trasformandola in un progetto capace di crescere e strutturarsi nel territorio. Dal 2020 è impegnata nell’organizzazione del Gimondi Camp, oggi promosso attraverso No.Ma. Sport ASD, con il coinvolgimento organizzativo anche di Massimo Gimondi.

La missione dichiarata è semplice quanto ambiziosa: avvicinare bambini e bambine alla bicicletta, insegnando loro non soltanto i fondamentali del ciclismo ma soprattutto gli ideali che hanno accompagnato Felice Gimondi durante la sua straordinaria carriera.

Imparare divertendosi.

Ma anche imparare a stare insieme.

UNA SETTIMANA IN BICICLETTA SENZA BARRIERE

Il calendario 2026 del Gimondi Camp comprende diverse località bergamasche e appuntamenti durante l’estate. Due settimane sono state specificamente programmate per i bambini con disabilità: quella dal 22 al 26 giugno e quella attualmente in corso, dal 31 agosto al 4 settembre ad Albano Sant’Alessandro.

È probabilmente proprio qui che emerge una delle espressioni più belle del progetto.

Perché pedalare significa equilibrio, coordinazione e capacità di controllare il proprio corpo, ma può significare anche autonomia, fiducia e conquista di nuovi spazi personali.

Per un bambino con disabilità riuscire a superare un piccolo ostacolo, completare un percorso o semplicemente sentirsi parte di un gruppo può rappresentare una vittoria enorme.

Non c’è un cronometro a stabilirne il valore.

Ci sono un sorriso, una pedalata in più, la sicurezza conquistata giorno dopo giorno.

L’ESPERIENZA CON I RAGAZZI CON SINDROME DI DOWN

La dimensione inclusiva del Gimondi Camp ha già prodotto esperienze particolarmente significative.

Negli anni il progetto ha infatti sviluppato anche una collaborazione con l’Associazione Italiana Persone Down di Bergamo, coinvolgendo ragazzi e adolescenti con sindrome di Down nelle attività in bicicletta.

Un’esperienza che ha dimostrato quanto lo sport possa trasformarsi in un terreno concreto di integrazione.

È però importante precisare che la settimana attualmente in corso ad Albano Sant’Alessandro viene ufficialmente presentata dal Gimondi Camp come appuntamento dedicato ai “bambini con disabilità” e non esclusivamente ai ragazzi con sindrome di Down.

Una distinzione importante, che rende semmai ancora più ampio il messaggio del progetto.

LO SPORT COME EDUCAZIONE

Il Gimondi Camp è rivolto principalmente ai bambini dai 5 ai 12 anni e propone un percorso nel quale la bicicletta viene affrontata sotto molteplici aspetti.

Tecnica di guida, equilibrio, abilità, conoscenza della bicicletta, educazione stradale, rispetto delle regole e convivenza fanno parte di un programma seguito da tecnici qualificati, educatori e operatori sportivi.

L’obiettivo non è creare piccoli campioni.

È contribuire a formare persone.

Anche per questo il progetto insiste sulla conoscenza delle regole del Codice della Strada e sull’utilizzo della bicicletta come mezzo di mobilità, cercando di coinvolgere indirettamente anche le famiglie.

Nel 2026 questo percorso ha inoltre trovato una nuova collaborazione con ACSI Ciclismo, attraverso l’affiliazione di No.Ma. Sport ASD.

QUANDO IL NOME GIMONDI SIGNIFICA ANCORA FUTURO

Felice Gimondi è stato uno dei più grandi corridori della storia.

Ha vinto Tour de France, Giro d’Italia e Vuelta a España. È stato campione del mondo e campione italiano. Ha conquistato Milano-Sanremo e due Giri di Lombardia.

Ma forse esiste un’altra vittoria, impossibile da trovare negli albi d’oro.

È vedere il proprio nome continuare a rappresentare qualcosa per un bambino che sale per la prima volta su una bicicletta.

Ancora di più quando quel bambino deve affrontare ostacoli che vanno ben oltre quelli di un percorso ciclistico.

In questi giorni ad Albano Sant’Alessandro l’eredità di Felice Gimondi continua così a pedalare.

Non ci sono maglie rosa da conquistare e nemmeno traguardi davanti a migliaia di spettatori.

Ci sono bambini, famiglie, educatori e biciclette.

E ci sono piccoli grandi traguardi personali che probabilmente Felice avrebbe considerato importanti quanto tante vittorie.

Perché lo sport, quando riesce davvero ad abbattere le barriere, torna alla sua essenza più autentica: dare a tutti la possibilità di partecipare, crescere e sentirsi parte dello stesso gruppo.

A cura della redazione di Inbici News24
Copyright © Riproduzione Riservata Inbici Media Group

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