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Photo @ SprintCyclingAgency

Philippe Gilbert tuona contro Wellens: “La sua scelta è completamente fuori dalla realtà”


La rinuncia di Tim Wellens ai Mondiali di Montréal 2026 continua a far discutere in Belgio. Il corridore della UAE Team Emirates-XRG, nonostante la convocazione del commissario tecnico Serge Pauwels, ha scelto di non partecipare alla rassegna iridata, spiegando di voler rispettare l’impegno preso con la propria squadra. Una decisione maturata dopo un periodo complicato, tra problemi fisici e l’assenza al Renewi Tour, ma che non ha convinto Philippe Gilbert.

L’ex campione del mondo 2012 ha espresso il proprio disappunto ai microfoni di RTL, contestando soprattutto il peso attribuito da Wellens agli impegni con la UAE: “Rispetto Tim, ma non condivido affatto le sue motivazioni e la sua posizione. Credo che sia completamente fuori dalla realtà”.

Gilbert: “Per il tuo Paese dai tutto”

Secondo Gilbert, la maglia della Nazionale dovrebbe avere una priorità diversa rispetto agli interessi del proprio team. L’ex iridato ha ricordato come, durante la sua carriera, fosse normale trovarsi a competere in un Mondiale contro corridori che nel resto della stagione erano compagni di squadra.

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Il belga ha citato in particolare Cadel Evans, suo compagno nel 2009 e successivamente vincitore del titolo mondiale a Mendrisio, mentre Gilbert chiuse quella gara al sesto posto.

“Durante i miei Mondiali, i miei avversari sono stati spesso i compagni di squadra del mio team. Cadel Evans, per esempio, divenne campione del mondo a Mendrisio, dove io arrivai sesto. Ma lì diedi tutto per la nazionale belga. Lo fai per il tuo Paese; è questo che conta”, ha spiegato Gilbert.

“Potrebbe pentirsene”

Le critiche dell’ex campione del mondo non si fermano qui. Gilbert ritiene infatti che Wellens possa un giorno guardare indietro alla decisione e rivalutarla.

“Non ha senso. Wellens potrebbe rendersi conto più avanti che non è stata la decisione giusta”, ha dichiarato, aggiungendo anche un interrogativo sul futuro rapporto con la Nazionale: “Non so se verrà convocato di nuovo nei prossimi anni”.

Parole che rendono ancora più acceso il dibattito attorno alla scelta del corridore della UAE, arrivata nonostante il ritorno a un buon livello di forma dimostrato con la vittoria al Tour of Britain.

Il riferimento a Pogačar

Gilbert ha poi portato la discussione su uno scenario ipotetico, chiamando in causa anche Tadej Pogačar, compagno di Wellens alla UAE.

“Nel corso della carriera puoi correre per diverse squadre, ma il tuo Paese rimane sempre il tuo Paese. Anche se Pogačar fosse in gara, ciò non dovrebbe impedirti di correre per la nazionale belga”, ha sottolineato l’ex iridato.

E proprio l’idea di poter contare contemporaneamente su due corridori di assoluto livello lo porta a una conclusione molto personale: “In questo scenario ideale, con due capitani in ottima forma su un percorso adatto a entrambi, avrei voluto fare parte io di una nazionale così”.

Il caso Wellens, dunque, continua a dividere il ciclismo belga: da una parte la fedeltà al progetto della UAE e agli impegni concordati con il team, dall’altra il significato particolare che un Mondiale può avere per un corridore chiamato a rappresentare il proprio Paese.

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