Chris Froome ha rischiato seriamente di morire nell’incidente del 2025. A raccontarlo è stato lo stesso quattro volte vincitore del Tour de France, che in un’intervista a Cyclingnews ha ripercorso per la prima volta nei dettagli la drammatica caduta in allenamento che ha di fatto chiuso la sua carriera.
Il britannico ha spiegato che le conseguenze furono devastanti: pericardio perforato, cuore esposto, tutte le costole fratturate e gravi danni al polmone destro. “Stavo letteralmente dissanguandomi. L’ambulanza è arrivata in sette o otto minuti e, se non fosse arrivata così rapidamente, non credo che oggi sarei qui”, ha raccontato Froome.
Mesi in ospedale
La gravità dell’incidente spiega anche perché Froome non fosse nelle condizioni di parlare pubblicamente del proprio futuro. Il corridore è rimasto ricoverato fino a gennaio e, dopo essere tornato brevemente in bicicletta, ha dovuto affrontare anche un’infezione attorno alle placche inserite nelle costole, che ha reso necessario un nuovo intervento chirurgico.
Proprio per questo, secondo Froome, il suo ritiro era già stato deciso ben prima dell’annuncio ufficiale. Quando aveva firmato il contratto con la Israel-Premier Tech aveva spiegato che sarebbe stato “il mio ultimo contratto”, convinto che fosse ormai chiaro a tutti quale sarebbe stato il suo futuro.
A distanza di mesi, il britannico è quindi tornato a raccontare un episodio che avrebbe potuto avere un epilogo completamente diverso. Froome non ha semplicemente chiuso la carriera: è sopravvissuto a un incidente che, per sua stessa ammissione, avrebbe potuto costargli la vita.

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