La vita delle donne in Afghanistan è notoriamente diventata impossibile a causa della totale assenza di libertà e di diritti umani a loro favore. Così, qualche anno fa Fariba, insieme alla sorella maggiore Yulduz e ad altre atlete del Paese asiatico, sono volate verso l’Italia grazie al grande lavoro umanitario di Alessandra Cappellotto e della Organizzazione “Road to Equality”, garantendogli loro tutti i sussidi per poter svolgere al meglio la loro vita e l’attività sportiva rappresentando l’Afghanistan a tutti gli effetti nelle competizioni internazionali. 
I campionati nazionali afghani si svolgono regolarmente in Europa ogni anno, principalmente in Svizzera, e Fariba è l’attuale detentrice del titolo. Ha 21 anni, vive a Vicenza e parla correttamente anche l’italiano, ma non solo: un anno fa si è messa in mostra con Yulduz ai Giochi Olimpici di Parigi nella prova in linea, restando in fuga per svariati chilometri fino al primo passaggio sulla salita di Montmartre. E sempre in Francia, è arrivata la prima, storica vittoria internazionale UCI per il ciclismo afghano, aggiudicandosi per distacco la quinta tappa del Tour de l’Ardeche. Per Fariba è dunque giunto il meritato passaggio nel Women’s World Tour ad inizio 2025, firmando un contratto biennale con Ceratizit Pro Cycling Team, formazione con licenza tedesca.

Fariba, che cosa vuole dire per te, correre in una squadra World Tour?
“Innanzitutto devo ringraziare Alessandra Cappellotto per avermi fatto realizzare questa grande opportunità. E’ un fattore importante per tutto lo sport in Afghanistan e vogliamo portare avanti questo grande risultato”.
Il tuo è un messaggio per le tue connazionali, le donne che attualmente vivono ancora in Afghanistan.
“Certamente, è un diritto di tutti poter fare sport. La situazione per noi donne afghane è molto complicata nel nostro paese, così le rappresento mostrando la nostra bandiera a tre colori sulla maglia di campionessa nazionale”.
Che gara è per te il Trofeo Alfredo Binda?
“Ho fatto poche gare World Tour nella mia giovane carriera e sono qui per fare esperienza. In corsa poi si vedrà cosa si può fare”.
La breve intervista video realizzata alla partenza del Trofeo Alfredo Binda a Luino si è chiusa con un messaggio di pace e speranza da Fariba nella sua lingua a tutto il popolo afghano, che vive un periodo di grave crisi umanitaria, economica e sociale da tantissimo tempo. Lo sport è portatore di solidarietà, affetto e vicinanza in tutto il mondo, come rappresentato dalla Carta Olimpica.
A cura di Andrea Giorgini – Copyright © Riproduzione Riservata Inbici Media Group

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