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IL DELIRIO DI SALVATO: “C’ERANO 11 GRADI, ERA FREDDO”. E NIBALI NEL 2013?

Giornalista del sito internet www.inbici.net. Giornalista e scrittore, dei libri "Pedalare nel fango", "Due pedali per volare" e "Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi"


Nel corso del Processo alla Tappa, Cristian Salvato è stato chiamato a rispondere alle domande di Alessandra De Stefano. Le risposte del presidente dell’ACCPI, nonché delegato del CPA, il sindacato internazionale dei corridori, sono state molto vaghe, e in alcuni casi anche fuori luogo.

Giro dÕItalia 2020 – 103rd Edition – 18th stage Pinzolo – Laghi di Cancano 207 km – 22/10/2020 – Wilco Kelderman (NED – Team Sunweb) – photo Luca Bettini/BettiniPhoto©2020

Questa mattina i corridori hanno chiesto di far accorciare la tappa Morbegno-Asti, di 253 km, portandola a 124 km. Salvato ha affermato: “Non è stato applicato l’extreme weather protocol. Ieri sera i corridori hanno iniziato a chiedermi, in qualità di delegato del CPA, se si poteva accorciare la tappa. Io ho fatto presente loro che era troppo tardi, si sapeva che si sarebbe gareggiato a ottobre e che questa tappa sarebbe stata così lunga. Ieri i corridori sono arrivati tardi in hotel, stamattina molto presto erano già in pullman e avrebbero dovuto fare tante ore sotto l’acqua. In partenza c’erano 11 gradi, faceva freddo”.

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Alla dichiarazione di Salvato “c’erano 11 gradi, faceva freddo”, vorremmo chiedergli se per caso faceva freddo anche al Giro d’Italia 2013, corso regolarmente a maggio. nella foto è possibile vedere il trionfo di Vincenzo Nibali in maglia rosa mentre veniva giù la neve. Chi vi scrive è stato presente a quel Giro ed era all’arrivo di quella tappa, sotto una bufera di neve. Per non parlare anche della tappa Ponte di Legno-Val Martello del 2014, che si sarebbe dovuta svolgere nel 2013 e poi rinviata all’anno dopo per maltempo. Anche nel 2014 ha fatto molto freddo, ed è scesa pioggia per tutto il giorno. Di certo non c’erano 15 gradi.

Giro d’Italia 2020 – 103th Edition – 19th stage Morbegno – Asti 253 km – 23/10/2020 – Stop race – Jakob Fuglsang (DEN – Astana Pro Team) – photo Luca Bettini/BettiniPhoto©2020

Salvato ha anche spiegato che “sedici squadre avevano votato per non partire”, ma non sono usciti i nomi di queste squadre. L’unica formazione, secondo quanto trapela, che avrebbe chiesto a gran voce l’accorciamento della Morbegno-Asti è stata la Sunweb, la formazione della maglia rosa Wilco Kelderman. Lo intendiamo da una dichiarazione del leader della generale: “Rcs Sport ha preso una decisione giusta, noi corridori abbiamo pensato che una giornata fredda e lunga sotto la pioggia avrebbe potuto portare dei problemi al nostro sistema immunitario”.

Il presidente dell’ACCPI ha anche respinto le accuse di Bruno Reverberi, il quale ha affermato che la propria squadra non sapevano nulla della volontà di non far partire la tappa: “I corridori della Bardiani-CSF-Faizanè sapevano tutto perfettamente, c’è un gruppo Telegram per queste comunicazioni. Poi, se Reverberi vuole dire delle bugie, partiamo male”. 

Giornalista del sito internet www.inbici.net. Giornalista e scrittore, dei libri "Pedalare nel fango", "Due pedali per volare" e "Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi"

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3 Commenti

  1. Un po’ fuorviante come articolo. Ho visto tutta la trasmissione: Cristian Salvato ha provato più volte a spiegare con calma ed educazione la sua posizione, innervosendosi (e neanche troppo) solo alla fine, visto veniva interrotto di continuo e non poteva parlare 10 secondi senza che gli venisse tolta in malo modo la parola. Si, ha detto che era freddo, e cercava giustamente di argomentare che non era il gelo assoluto, ma che i corridori lamentavano il freddo perché erano sulla linea di partenza in attesa delle squadre ritardatarie sotto un acquazzone a 11 gradi, e dopo aver affrontato lo Stelvio e in attesa del Sestriere. Forse difendeva una posizione criticabile, ma va riconosciuto che ha cercato di farlo con educazione, e soprattutto non gli è stato permesso di completare una minima argomentazione. Fra l’altro anche il mito Bugno mi sembra abbia difeso i corridori. Morale: non so se Salvato abbia ragione, e non spetta a me che neanche lo conosco difenderlo, ma di sicuro non ha fatto dichiarazioni deliranti ed anzi è stato ingiustamente attaccato come un pungiball. Continui attacchi con limitatissimo diritto di replica contro chi, dimostrandosi persona con carattere, difendeva la posizione più scomoda.

  2. Mi complimento moltissimo col direttore del giro, ma sopratutto con la dottoressa De Stefano.
    Ci vorrebbero molte donne delle medesima qualità , forza e determinazione , una donna con spina dorsale retta e senza peli sulla lingua. Non una femminista vuota.
    C’è ne vorrebbero molte ai piani alti della politica per un concreto miglioramento sociale.
    Cordialmente
    Antonio

  3. Corridori buffoni Salvato inqualificabile…una vergogna

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