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photo @SprintCyclingAgency

Il Giro dell’Emilia esclude Israel Premier Tech per ragioni di sicurezza


Come segnalato da cyclingweekly.com:

La decisione di escludere il Team Israel Premier Tech dal Giro dell’Emilia arriva in un contesto di crescenti tensioni legate alle proteste pro-palestinesi nel mondo ciclistico.

Una scelta difficile ma necessaria

“Purtroppo, Israel Premier Tech non sarà presente alla partenza della nostra corsa”, ha dichiarato Adriano Amici, organizzatore dell’evento ciclistico italiano.

L’organizzazione ha dovuto prendere questa difficile decisione principalmente per garantire la sicurezza pubblica durante la manifestazione prevista per il 4 ottobre.

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Secondo Amici, infatti, “l’atmosfera è molto tesa e ci sarebbe troppo pericolo per i corridori dell’Israel Premier Tech e per gli altri partecipanti”.

Il percorso della corsa, con un circuito locale da ripetere cinque volte, presenterebbe numerose opportunità per eventuali manifestanti di interrompere la competizione.

Precedenti preoccupanti alla Vuelta

Questa esclusione segue i recenti disordini verificatisi durante la Vuelta a España, dove diverse proteste pro-palestinesi hanno causato significative interruzioni.

A causa delle preoccupazioni per la sicurezza, diverse tappe della corsa spagnola sono state accorciate, mentre l’ultima tappa è stata completamente cancellata.

Durante la competizione, il team Israel Premier Tech aveva persino rimosso la parola “Israel” dalle proprie divise nel tentativo di ridurre le tensioni.

Crescenti tensioni in Italia

La situazione in Italia si è fatta particolarmente tesa nelle ultime settimane, con numerose manifestazioni di solidarietà verso la Palestina.

I portuali di Genova e Livorno hanno bloccato i porti sospettati di essere utilizzati per il trasferimento di armi verso Israele.

Inoltre, sono stati organizzati scioperi nazionali che hanno causato la chiusura di scuole e disservizi nei trasporti in tutto il paese.

Il governo locale di Bologna, città di arrivo della corsa, aveva esplicitamente chiesto l’esclusione del team israeliano dalla competizione.

La posizione delle autorità locali

Roberta Li Calzi, assessora allo sport di Bologna, ha commentato: “Sarebbe stato ipocrita considerare insignificante la presenza di una squadra legata al governo israeliano”.

Nonostante il team non abbia legami ufficiali con il governo israeliano, il suo co-proprietario Sylvan Adams si è precedentemente definito un “ambasciatore autonomo di Israele”.

Questa situazione evidenzia come lo sport non possa rimanere completamente separato dalle questioni politiche internazionali, soprattutto in contesti di forte tensione.

Non un caso isolato

Il Giro dell’Emilia non è l’unica corsa ad escludere il team israeliano dal proprio programma in questo periodo di tensioni.

Anche l’O Gran Camiño, corsa a tappe spagnola, ha già revocato l’invito alla squadra per l’edizione del prossimo anno.

Tuttavia, l’UCI, organo di governo del ciclismo mondiale, ha chiarito che non sanzionerà i team israeliani né impedirà loro di gareggiare.

Nonostante ciò, le pressioni degli sponsor potrebbero portare l’Israel Premier Tech a cambiare nome e base di registrazione nel prossimo futuro.

La reazione del team

In risposta all’esclusione dalla corsa italiana, un portavoce dell’Israel Premier Tech ha dichiarato a Reuters: “Troviamo estremamente deplorevole che minacce di violenza abbiano disturbato il nostro sport”.

Il team ha comunque augurato agli organizzatori di realizzare una corsa di successo, mostrando fair play nonostante la difficile situazione.

Questo episodio si inserisce nel contesto del conflitto in corso a Gaza, dove quasi 65.000 persone sono state uccise secondo il ministero della salute locale.

La tensione rimane alta mentre il mondo del ciclismo cerca di navigare in queste acque politicamente turbolente, bilanciando sicurezza e inclusività sportiva.Team Israel Premier Tech, Giro dell’Emilia, Adriano Amici, Vuelta a España, Palestina, Genova, Livorno, Israele, Bologna, Roberta Li Calzi, Sylvan Adams, O Gran Camiño, UCI, Reuters, Gaza

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