Certe giornate non si possono dimenticare, e quella di ieri fa parte di esse per la ciclista trentina. All’ingresso del velodromo più iconico del ciclismo, lo scatto e dietro di se c’è il vuoto. Solo una irraggiungibile Pauline Ferrand-Prevot, a dieci anni dall’ultima vittoria personale su strada (all’Aprica al Giro 2015), le è rimasta davanti, ma è una gioia immensa quella di Letizia Borghesi, seconda classificata nell’edizione 2025 della Parigi-Roubaix.
L’atleta di EF Education-Oatly era al via una delle punte della formazione statunitense insieme alla canadese Alison Jackson, che all’”Inferno del Nord” è stata la Regina nel 2023 davanti a un’altra italiana, la vicentina Katia Ragusa. L’approccio alle pietre è stato piuttosto complicato essendo stata vittima di una foratura nei primissimi settori (problema avuto in seguito anche dalla sorella Giada, classificatasi 39°) e che ha costretto Letizia a rincorrere quasi da subito. Le azioni di Ellen Van Dijk prima e Kopecky con Wiebes successivamente, sembravano rendere vana ogni speranza per qualsiasi outsider, ma il ricongiungimento ha permesso a chi inseguiva di poter nuovamente dire la propria. Se Pauline Ferrand-Prevot è stata la più scaltra scattando in un tratto di asfalto, andando a riprendere e lasciare sul posto una comunque bravissima Emma Norsgaard, la nostra Letizia ha confermato che sia la condizione fisica che la lucidità nei chilometri finali hanno avuto la meglio rispetto ad avversarie sulla carta ben più quotate, come Lorena Wiebes, Marianne Vos e Lotte Kopecky, vincitrice uscente.

Subito dopo l’arrivo, l’abbraccio emblematico e le lacrime di gioia con Alison Jackson che le urla: “E’ tutto vero Letizia, sei arrivata seconda della Roubaix, credici perchè non stai sognando!”, prima di salire sul podio con la fuoriclasse francese di Visma-Lease a Bike Pauline Ferrand-Prevot e la campionessa Europea in carica su strada Lorena Wiebes. “E’ stato il mio principale obiettivo fin dall’inverno scorso” – racconta Letizia nel dopo gara – “Ho sempre pensato che fosse una gara perfetta per le mie caratteristiche. E’ stata dura, ho dovuto inseguire già all’inizio, ma adesso che è finita per me è tutto meraviglioso. Finalmente sono dove desideravo ad inizio stagione, è semplicemente incredibile, la squadra ha corso magnificamente. Ho forato all’inizio ed è stato tremendamente difficile tornare davanti, poi nella seconda parte di gara avevamo Alison. Nel finale ho avuto ancora l’energia necessaria per provare ad attaccare e puntare al grande podio”.
Letizia Borghesi è nata a Cles (TN) il 16 ottobre 1998 e risiede a Ville di Anaunia, nel cuore della Val di Non. Nella categoria Elite dal 2017, ha esordito nella formazione piemontese Servetto – Giusta diretta da Dario Rossino, e l’anno successivo è passata alla BePink di Walter Zini. Nel suo palmares c’è la tappa del Giro Rosa vinta l’8 luglio 2019 a Carate Brianza quando correva con Aromitalia – Basso Bikes – Vaiano. A inizio 2020 fu colpita da un virus alla retina che le mise a rischio la carriera agonistica, ma guarì nel giro di un mese, al termine di un periodo difficilissimo. Il passaggio alla EF Education-Oatly nel 2022 ha permesso a Letizia di fare il salto di qualità che l’ha portata ad essere una grande atleta da Classiche, specialista pura sulle Pietre della Roubaix e sui Muri delle Fiandre: le recenti prestazioni di altissimo livello alla Gent-Wevelgem (in testa con Longo Borghini, Kopecky e Wiebes sull’ultimo passaggio in vetta al Kemmelberg ed il sesto posto alla Ronde Van Vlaanderen domenica scorsa sono state solo le ultime gemme in una carriera già importante e che a 26 anni di età sta raggiungendo la maturazione desiderata.

A maggio 2021 InBici ebbe modo di incontrare Letizia a casa sua in Trentino per una lunga intervista dove ci raccontò in esclusiva i momenti più esaltanti di quella che fino a quel momento fu una carriera emergente di una potenziale campionessa, ora giunta nell’olimpo del ciclismo mondiale. Arrivare sul podio alla Parigi-Roubaix non accade mai per caso, bensì ci si sale con puro merito.
A cura di Andrea Giorgini – Copyright © Riproduzione Riservata Inbici Media Group

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