Come riportato da idlprocycling.com:
La situazione della Vuelta a España ha suscitato un acceso dibattito riguardo all’ammissibilità delle manifestazioni pro-Palestina. Le recenti tensioni hanno evidenziato come le proteste contro il team Israel–Premier Tech abbiano caratterizzato l’intera corsa. Il giorno dopo la cancellazione della tappa finale a Madrid, il governo spagnolo e la UCI si sono accusati a vicenda, mentre Pello Bilbao ha espresso chiaramente la sua opinione sulla questione.
Il sindaco di Madrid ha descritto i manifestanti come violenti, affermando che interrompere la tappa era l’unica opzione possibile. I corridori hanno raccontato quanto fosse stata spaventosa l’intera esperienza della Vuelta. Javier Guillén, organizzatore della Vuelta, ha dichiarato in conferenza stampa di aver considerato l’esclusione di Israel–Premier Tech, ma ha aggiunto che la UCI non lo ha permesso. Gli analisti hanno messo in evidenza che il ciclismo è vulnerabile a proteste politiche, data la presenza di sponsor controversi.
Tra i corridori, Michal Kwiatkowski ha sottolineato l’importanza di agire, affermando che l’inerzia non porta a nulla. Ha criticato le autorità per non aver preso decisioni tempestive, avvertendo che, a lungo termine, questo potrebbe danneggiare il ciclismo. La UCI, dal canto suo, ha negato qualsiasi responsabilità, puntando il dito contro il governo spagnolo per aver permesso le manifestazioni durante la Vuelta.
La UCI ha elogiato l’organizzazione della corsa per la sua professionalità, ma ha condannato l’uso dello sport per fini politici. In una dichiarazione, hanno affermato che la posizione del governo spagnolo contraddice i valori olimpici di unità e rispetto. Hanno messo in dubbio la capacità della Spagna di ospitare eventi sportivi internazionali in condizioni di sicurezza.
In risposta, il Consiglio dello Sport spagnolo ha affermato che lo sport non può rimanere indifferente agli eventi globali. Hanno espresso orgoglio per la popolazione spagnola e denunciato l’uso dello sport per giustificare la situazione in Gaza. Hanno inoltre sottolineato che la Spagna è in grado di organizzare eventi di grande portata, criticando la UCI per non aver chiesto al governo israeliano di fermare i conflitti.
Pello Bilbao ha espresso il suo supporto per il governo spagnolo, affermando che la situazione a Gaza è una forma di genocidio. Ha criticato la mancanza di decisioni da parte delle autorità competenti prima della Vuelta, sostenendo che ciò avrebbe potuto prevenire le proteste. Ha anche evidenziato la sua connessione personale con i membri del team Israel–Premier Tech, rendendo la situazione ancora più complessa.
Bilbao ha messo in evidenza l’ipocrisia della UCI, confrontando la situazione con la decisione di escludere il team russo Gazprom. Ha affermato che le autorità avrebbero dovuto prevedere le manifestazioni, e che se ciò fosse accaduto, gli eventi della Vuelta sarebbero stati diversi. Ha concluso dicendo che, sebbene non tutti i corridori possano essere così espliciti, molti condividono il suo punto di vista, ma preferiscono rimanere in silenzio.

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