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Venerdì 21 settembre, Giornata nazionale dell’andare al lavoro in bici

Venerdì 21 settembre è la Giornata nazionale dell’andare in bici al lavoro: la Federazione amici della bicicletta (Fiab) invita tutti gli italiani per un giorno a provare ad andare a lavorare pedalando e a condividere la propria esperienza sui social, con l’hashtag #biketowork. In tutta Italia sono state organizzate iniziative. A Roma è sceso in campo il testimonial della Giornata, il conduttore di “Presa Diretta” Riccardo Iacona.

Il giornalista (che tutti i giorni va al lavoro in bici) ha guidato una pedalata collettiva da Montecitorio fino alla sede Rai di via Teulada. “Qui si muore, bisogna cominciare a liberare la città dalle auto – ha spiegato Iacona -. Ci abbiamo dedicato anche diverse puntate di Presa Diretta. La ciclabilità è una risposta che può superare anche il 50% delle persone. Succede a Bolzano, succede in altre città del Nord Europa. Quindi viva la bicicletta!”. “Chiediamo di poterci muovere con la bici per tutta la città, non solo sulle ciclabili, che pure vanno aumentate – ha spiegato Beatrice Galli della Fiab -. Chiediamo di limitare la velocità delle auto e di considerare la bici come un mezzo di trasporto vero e proprio. Promuoviamo l’andare in bici al lavoro, a scuola e a fare la spesa, e il ‘mix and move’, cioè la possibilità di caricare la bici sui mezzi pubblici. Stiamo trattando con Trenitalia per poter portare le bici anche sui Frecciarossa, non solo sui regionali”. Il deputato Cinquestelle della Commissione Trasporti Diego De Lorenzis, presente alla manifestazione romana, ha annunciato che a breve il Ministero delle Infrastrutture emanerà il Piano nazionale della ciclabilità, previsto dalla legge 2 del 2018 sulla mobilità ciclistica. “Ma abbiamo bisogno della collaborazione di Comuni e Regioni, che devono fare i loro Piani della ciclabilità”, spiega De Lorenzis.

Italiani pigri, pochi in bici o a piedi. Che si tratti di muoversi a piedi o in bicicletta, bambini e adulti in Italia sono piuttosto pigri. La percentuale di bambini che per andare a scuola lo fa camminando o sulle due ruote è infatti il 27%, mentre il 62% viene portato in auto e il 10% in scuolabus. Gli adulti che invece vanno in bicicletta per gli spostamenti abituali sono l’11% e solo il 40% lo fa a piedi. A rilevarlo sono i dati delle sorveglianze della popolazione Okkio alla salute e Passi, pubblicati sul sito Epicentro dell’Istituto superiore di sanità (Iss). Il nostro Paese, con Irlanda, Portogallo e San Marino, è ai primi posti per l’utilizzo della macchina nel tragitto casa-scuola. Come in molti casi, anche in questo ci sono differenze a livello territoriale. Secondo la V rilevazione di OKkio alla Salute, fatta nel 2016, al Nord i bambini che vanno a piedi o in bici è maggiore (30%) che al Centro (24%) e al Sud (25%). Si va dal minimo del Molise (15,5%) al massimo della provincia autonoma di Bolzano (60,7%), seguita da Liguria (37%) e Lombardia (31,8%). Su questa abitudine sembrano influire cittadinanza e titolo di studio dei genitori. Se entrambi sono italiani, i figli che vanno a scuola a piedi o in bicicletta sono il 23%. La quota sale al 32% se i genitori sono di cittadinanza mista, e al 53% se entrambi sono stranieri. Se madre e padre hanno un titolo di studio basso mandano di più i figli a scuola o in bici (33%), mentre lo fanno di meno se almeno uno dei due ha il diploma (24%) o è laureato (26%). Tuttavia questo indicatore influisce la sicurezza dei luoghi e la presenza di piste ciclabili e percorsi pedonali. Quando si tratta degli adulti le cose però non vanno meglio. Tra i 18 e 69 anni solo l’11%, secondo la rilevazione Passi, ha usato la bicicletta nell’ultimo mese per gli spostamenti abituali, oscillando tra il 3% della Basilicata e il 27% di Bolzano. Va meglio se bisogna camminare: il 40% si muove abitualmente a piedi (Basilicata 25%-Sardegna 56%), cioè in media per 38 minuti al giorno.

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Fonte: Ansa

A cura di Carlo Gugliotta per InBici Magazine

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