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Photo @ SprintCyclingAgency

Il ciclismo che riparte dalle Alpi: ACSI e Officine Mattio, alleanza nel segno de L’Étape


Dalle strade del Cuneese al respiro internazionale del Tour de France: la nuova intesa rilancia il movimento amatoriale tra territorio, impresa e passione

C’è un punto, tra le curve che salgono verso Entracque e i profili netti delle Alpi Marittime, in cui il ciclismo smette di essere soltanto sport e torna ad essere racconto. È lì che prende forma una delle alleanze più significative della stagione: quella tra ACSI Ciclismo e Officine Mattio, un’intesa che guarda oltre la dimensione agonistica per abbracciare un’idea più ampia di movimento, territorio e identità.

Non è soltanto una partnership. È, piuttosto, il riflesso di un cambiamento che attraversa il ciclismo amatoriale italiano, da tempo sospeso tra tradizione e necessità di rinnovamento. E proprio in questo spazio si inserisce la spinta internazionale de L’Étape du Tour, il marchio globale gestito da Amaury Sport Organisation, capace di trasformare una granfondo in esperienza, rito collettivo, viaggio.

Il Piemonte, nel 2026, sarà il teatro di questa trasformazione. Due appuntamenti, Entracque a fine maggio e Mondovì a settembre, non rappresentano soltanto tappe di calendario ma veri e propri punti di convergenza tra sport e turismo. Le strade che si inerpicano tra i boschi e le pietre delle vallate cuneesi diventano così palcoscenico di un ciclismo che parla molte lingue e richiama appassionati da tutta Europa.

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Una visione comune tra sport e territorio

Alla base dell’intesa c’è una sintonia che precede i contratti. «Officine Mattio crede molto nel movimento ACSI perché rappresenta la persona che fa della bicicletta il suo sport. E lo fa nel modo giusto: cicloamatoriale, agonistico e con uno spazio dedicato al turismo. Noi crediamo proprio in questi valori», spiega Giovanni Monge Roffarello, fondatore del marchio cuneese.

Parole che restituiscono il senso di un brand nato nel 2013, radicato nel territorio eppure proiettato verso un mercato globale, con una presenza ormai consolidata in decine di Paesi. Il legame con ACSI non è soltanto operativo, ma culturale, fondato su una visione condivisa dello sport come esperienza e scoperta.

«Prima di tutto bisogna considerare sempre che alle spalle delle aziende ci sono innanzitutto le persone», aggiunge Roffarello, sottolineando la dimensione umana che continua a caratterizzare il ciclismo.

 

Emiliano Borgna  

Il ruolo di ACSI e il futuro delle granfondo

Dal canto suo, ACSI continua a rappresentare una delle colonne portanti del ciclismo di base italiano. In un contesto in cui il mondo delle granfondo vive una fase di trasformazione, la linea è chiara: evolversi senza perdere identità.

«Ci siamo subito trovati e condividiamo gli stessi ideali. In tanti dicono sempre che il mondo delle Gran Fondo è al tramonto o comunque in forte crisi. Per alcuni versi è vero, ma esistono esempi positivi e virtuosi», osserva Emiliano Borgna, vicepresidente ACSI e referente nazionale del ciclismo.

«In ACSI non ci siamo mai demoralizzati e abbiamo sempre cercato di lavorare per il ciclismo amatoriale. L’evento granfondo deve rinnovarsi come fanno tutte le aziende, in tutti i settori. Dobbiamo proporre novità».

L’effetto L’Étape: una nuova energia internazionale

È in questo scenario che il legame con L’Étape du Tour assume un valore strategico. Non solo per il prestigio del brand, ma per la sua capacità di attrarre, coinvolgere e raccontare il ciclismo in chiave moderna.

«Il brand della gara ciclistica più importante del mondo organizza due eventi in Italia e solo questo porta una ventata di freschezza inaudita ed entusiasmo», sottolinea ancora Borgna.

Gli appuntamenti piemontesi di Entracque e Mondovì si candidano così a diventare punti di riferimento per il ciclismo amatoriale europeo, con una forte vocazione internazionale e una crescente partecipazione di atleti stranieri.

Oltre lo sport: impatto economico e territoriale

L’obiettivo dichiarato non è soltanto sportivo, ma anche economico e turistico. Le manifestazioni puntano a generare un indotto significativo per il territorio, estendendo l’impatto ben oltre il weekend di gara.

«Non parliamo di numeri, ma vogliamo creare un indotto notevole per il territorio, non solo per il weekend ma per un’intera settimana».

Un approccio che riflette una visione moderna del ciclismo, sempre più legato al turismo lento, alla valorizzazione delle comunità locali e alla promozione delle eccellenze territoriali.

Le due manifestazioni piemontesi, ancora giovani ma già cariche di aspettative, rappresentano un banco di prova importante per il futuro del movimento. In questo contesto, la sinergia tra ACSI e Officine Mattio si configura come un tassello strategico: un’alleanza che punta a dare continuità e nuova energia a un ciclismo in evoluzione, sempre più orientato verso esperienze di qualità e respiro internazionale.


 

A cura della redazione di Inbici News24
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