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: Ciclisti impegnati alla Maratona dles Dolomites tra i passi dolomitici.

MARATONA DELLE DOLOMITI, PEDALANDO ALL’INSEGNA DELLA PACE


Dalle prime luci dell’alba all’arrivo di Corvara, il racconto in prima persona di una giornata vissuta tra fatica, amicizia e lo straordinario scenario delle Dolomiti.

Articolo sviluppato da Michele Bazzani dalla redazione di InBici News24

I primi raggi di sole accendono le rocce delle Dolomiti, tingendole di sfumature rosate. Nelle griglie di partenza, migliaia di ciclisti attendono il momento di prendere il via alla Maratona dles Dolomites. Non c’è silenzio, ma si respira una profonda sensazione di pace.

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È proprio “Pax”, la pace, il tema scelto per questa edizione della manifestazione. Un messaggio che richiama relazione, ascolto, fiducia e rispetto reciproco, unendo persone, culture e generazioni diverse. Come ha ricordato Michil Costa: «La pace è una scelta che si vive giorno dopo giorno, anche nelle circostanze più avverse. Si può abitare, ritrovare e portare con sé, camminando, facendo fatica, pedalando.» E proprio pedalando, la Maratona dles Dolomites trasforma questo messaggio in un gesto concreto.

Un popolo di ciclisti tra le montagne patrimonio UNESCO

Il lungo serpentone multicolore prende lentamente vita, muovendosi tra alcune delle montagne più belle del mondo. Migliaia di ciclisti arrivati da ogni continente iniziano la loro avventura lungo i passi dolomitici.

Nei primi chilometri l’andatura è sorprendentemente tranquilla, quasi a voler rispettare il significato della giornata. Poi, sulle prime rampe del Passo Campolongo, il ritmo cambia. Ognuno trova il proprio passo, inseguendo il proprio obiettivo, ma condividendo la stessa fatica e la stessa passione.

Scelgo di lasciar scorrere il gruppo, trovando il mio ritmo. Incrocio gli amici lungo il percorso, li incoraggio mentre inseguono la loro sfida personale. Daniele ricambia il saluto con un sorriso, scambiamo poche parole e poi riparte deciso verso il suo traguardo. Anche Alessandro, riconoscibile con la sua livrea rosa, affronta con determinazione il percorso medio.

La Maratona è anche questo: incontri, sorrisi e storie che si intrecciano lungo la strada.

Dai campioni agli amatori, tutti uniti dalla stessa passione

Tra i partecipanti si riconoscono anche numerosi protagonisti dello sport italiano. Incrocio lo sciatore Giovanni Franzoni, al quale rivolgo i complimenti per le sue recenti medaglie olimpiche.

Sono tante anche le donne presenti in griglia. Chiara, arrivata da Pesaro, affronta con entusiasmo la sua seconda Maratona. Silvia è tornata al ciclismo dopo una significativa esperienza nel trail running. Giorgia, invece, sorride osservando il cielo terso e le montagne illuminate dal sole, pronta a vivere una giornata che difficilmente dimenticherà.

Sono piccoli incontri che raccontano l’anima autentica della Maratona dles Dolomites, dove il risultato passa spesso in secondo piano rispetto alle emozioni condivise.

La fatica che unisce

Sul Passo Pordoi mi fermo per un istante ad ammirare lo spettacolo. Sotto di me il serpentone dei ciclisti riempie i tornanti in un’immagine che ogni anno continua a emozionare. È come una lunga processione laica, dove la bicicletta diventa linguaggio universale e la pace trova spazio tra le montagne e dentro ciascuno di noi.

Poi arriva la fatica, quella vera.

Le rampe del Passo Sella iniziano a selezionare il gruppo, mentre il freddo delle discese irrigidisce le gambe prima di ogni nuova salita. Attraversando Corvara rallento volutamente il ritmo per assaporare l’entusiasmo del pubblico, quindi mi dirigo verso il percorso lungo.

Il Passo Giau si conferma il giudice più severo della giornata. Va affrontato con rispetto, senza fretta, condividendo ogni metro con chi pedala accanto a te. Qui gli altri ciclisti non sono avversari, ma compagni di viaggio. Lo stesso spirito accompagna la lunga ascesa verso il Passo Valparola e l’ultimo strappo del Mur del Giat, accolto dall’incitamento di una folla straordinaria.

Infine compare il rettilineo d’arrivo. E, come ogni anno, regala brividi.

Le storie più belle oltre la classifica

La cronaca racconta le vittorie di Luca Cavallo e Janine Meier, protagonisti di una straordinaria prestazione impreziosita da nuovi record di percorrenza.

Ma la vera essenza della Maratona si scopre molto più indietro, tra chi affronta la sfida senza guardare il cronometro.

Come Marco, che dopo quasi otto ore di pedalata taglia il traguardo con gli occhi lucidi, dedicando la sua impresa a un amico di uscite in bicicletta recentemente scomparso e a un altro che oggi combatte la sua battaglia in un letto d’ospedale.

Sono storie che ricordano come la Maratona dles Dolomites sia molto più di una granfondo. È un viaggio personale fatto di sacrificio, amicizia, ricordi e speranza.

Quando la festa si conclude, rimane la sensazione che sia durata troppo poco. Ma è proprio questo il fascino della Maratona: lasciare la voglia di tornare.

L’appuntamento è già fissato per il prossimo anno, quando la quarantesima edizione scriverà un nuovo capitolo di una storia che continua a emozionare migliaia di ciclisti provenienti da tutto il mondo.

 

A cura della redazione di Inbici News24
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