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LA PENULTIMA STROFA

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Il Giro d’Italia è un lungo poema, che attraversa generi diversi.

 

Si potrebbe azzardare definendolo eroico, ma ai corridori non piacerebbe.Perché uno dei loro incredibili pregi è quello di sentirsi uguali agli altri, utilizzando l’umiltà come unica, preziosa, caratteristica. Eppure, in certi casi, la domanda è spontanea: chi te lo fa fare.

Chi te lo fa fare, di resistere a 21 giorni di stress, fatica, ore di trasferimento, di pasta in bianco con poco olio la mattina per colazione, a critiche da parte di chi, da te, corridore, vorrebbe sempre di più, anche se magari in bicicletta non sa nemmeno andarci senza rotelle. Perché tutti sanno sempre quale risposta dare, ma mai si fermano a capirti veramente.

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Quello che è accaduto a Chris Froome in questo Giro d’Italia. Tutti a suggerirgli di non partecipare, di ritirarsi dopo le prime prestazione non troppo brillanti. Lui ha risposto con la Maglia Rosa. E l’ha voluta così tanto, che il suo sorriso non è mai stato così puro e limpido, come sul traguardo di Cervinia.

Cervinia, che ha consegnato a Mikel Nieve un pacchetto regalo per il suo compleanno, da scartare da solo, davanti a tutti, in mezzo a due ali di persone che, inconsapevolmente, cantavano la canzoncina che durante le feste di compleanno anticipa lo spegnimento delle candeline. Il desiderio non serviva, lo aveva già davanti agli occhi, nelle sue forti e tenaci gambe di scalatore.

Tom Dumoulin è l’avversario che tutti vorrebbero avere. Ci prova, finché può, finché riesce. Ha tentato, in tutti i modi, di tornare maglia rosa. Non ci è riuscito, ha ammesso le sue debolezze e la superiorità di chi gli è arrivato davanti per 46”. L’onestà premia, Tom. Il cuore della gente è un posto in cui si è imbattibili.

Thibaut Pinot non è più terzo, non è più al Giro. È in ospedale, ricoverato per disidratazione e febbre. Ha chiesto troppo oggi, a sé stesso. Ha preteso di poter lottare fino alla fine, ma la salute glielo ha impedito. Eppure Thibaut, anche se la fine non è ciò che ti aspettavi, il Giro si ricorderà di te, per quegli allunghi sullo Jaffreau. E lasciano il segno, corridori così.

Quindi siamo qua, a salutarci, quasi, per l’ultima volta. Froome ha vinto il Giro, domani avrà accanto a sé Dumoulin e Miguel Angel Lopez. E se il Cervino ha scritto la penultima, lasciamo quindi al Colosseo l’ultima, incantevole, strofa.

A cura di Giulia Scala per InBici Magazine

 

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