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SCHWAZER ASSOLTO, IL SISTEMA ANTIDOPING TREMA: CAMPIONI DI URINA MODIFICATI

Giornalista del sito internet www.inbici.net. Giornalista e scrittore, dei libri "Pedalare nel fango", "Due pedali per volare" e "Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi"


L’assoluzione di Alex Schwazer potrebbe creare un vero e proprio terremoto all’interno del sistema antidoping mondiale. Una notizia che arriva dall’atletica, ma che riportiamo in quanto potrebbe, per l’appunto, portare a delle pesanti ricadute su tutto il sistema introdotto dalla Wada in tutti gli sport: i campioni di urina, in alcuni laboratori, possono essere modificati.

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Ricordiamo che il marciatore altoatesino è stato squalificato nel corso dei giochi olimpici di Londra 2012 per aver fatto uso di Epo, accertato per sua stessa ammissione. Sotto la guida del dottor Sandro Donati, Schwazer si stava preparando per i Giochi Olimpici di Rio 2016, ma fu fermato per aver fallito un altro controllo antidoping.

Adesso, la questione si è risolta: Schwazer non si è mai dopato, ma le provette contenenti la sua urina sono stati manomessi. Il giudice che ha indagato sul suo caso ha utilizzato delle parole molto forti non solo contro la Iaaf, la federazione internazionale di atletica leggera, ma anche contro la Wada, l’agenzia mondiale che si occupa dei controlli antidoping. Anche nel ciclismo.

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Scrive il giudice: “È provato che la manipolazione delle provette, che lo scrivente ritiene provata con alto grado di probabilità razionale, avrebbe potuto avvenire in qualsiasi momento a Stoccarda come a Colonia, ove si è dimostrato esservi provette non sigillate, dunque agevolmente utilizzabili alla bisogna. E’ accertato con alto grado di credibilità razionale che i campioni d’urina prelevati a Alex Schwazer l’1-1-2016 siano stati alterati allo scopo di farli risultare positivi e dunque di ottenere la squalifica e il discredito dell’atleta come pure del suo allenatore, Sandro Donati”.

Wada e Iaaf sono adesso accusate di “falso ideologico, frode processuale, falso ideologico finalizzato a coprire il precedente falso; falso ideologico, frode processuale e diffamazione”.

E’ un caso che parte da uno dei più forti atleti del mondo, ma che potrebbe scoperchiare diverse falle nel sistema dell’antidoping. Quante provette di tanti altri sportivi – anche ciclisti – possono essere state manomesse all’interno di un laboratorio?

©Riproduzione Riservata-Copyright© InBici Magazine

Giornalista del sito internet www.inbici.net. Giornalista e scrittore, dei libri "Pedalare nel fango", "Due pedali per volare" e "Giro delle Fiandre, la classica dei tifosi"

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