Tadej Pogačar ha scritto una nuova pagina di storia sul Col du Tourmalet. Nel corso della sesta tappa del Tour de France 2026, lo sloveno della UAE Team Emirates-XRG ha scalato una delle salite più iconiche della corsa in 43 minuti e 12 secondi, abbassando in modo netto il precedente crono di riferimento e lasciando indietro tutti i big.
Un attacco senza risposta
Con la squadra che ha imposto un ritmo altissimo sin dalla base di Sainte-Marie-de-Campan, il gruppo della classifica si è assottigliato rapidamente. Dopo i turni di Wellens, Großschartner, McNulty e Yates, il compito di tenere alto il passo è passato a Isaac Del Toro, che ha portato Pogačar nel punto perfetto per l’allungo.
A circa 5 km dalla vetta, Pogačar è andato via. Nessuno ha risposto. Jonas Vingegaard ha provato a ricucire nei chilometri finali, avvicinandosi fino a sei secondi, ma non è riuscito a mantenere il ritmo. Al Souvenir Jacques Goddet, in cima al Tourmalet, il distacco era già di 30 secondi.
Il tempo che cambia la storia
Il Tourmalet è uno dei grandi termometri del Tour. Nel 2018 Rafał Majka lo aveva chiuso in 48’36”, nel 2021 David Gaudu aveva abbassato a 47’35”. Poi, nel 2023, lo stesso Pogačar e Vingegaard avevano portato il riferimento a 45’11”. Oggi, con condizioni meteo favorevoli – vento da est/sud-est in coda sui tratti chiave – Pogačar ha tagliato il traguardo a 2115 metri in 43’12”, segnando un nuovo limite su una salita che da sempre fa storia.
Un record che non è solo un numero, ma un segnale chiaro: su queste pendenze, Pogačar corre ormai in un’altra dimensione.
RECORD SCALATA COL DU TOURMALET
| Anno | Corridori | Tempo scalata |
|---|---|---|
| 2026 | Tadej Pogacar | 43:12 |
| 2023 | Jonas Vingegaard e Tadej Pogacar | 45:35 |
| 2021 | David Gaudu e Pierre Latour | 47:35 |
| 2018 | Rafał Majka | 48:36 |
| 2015 | Peloton | 51:29 |
| 2014 | Blel Kadri, Mikel Nieve | 50:50 |
| 2011 | Laurens ten Dam | 48:36 |
| 2010 | Christophe Moreau, Pierrick Fédrigo | 52:23 |
| 2009 | Juan Manuel Gárate, Thomas Voeckler | 52:56 |
| 2008 | Riccardo Riccò | 49:04 |

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