Come segnalato da cyclingweekly.com:
La Vuelta a España ha recentemente visto i ciclisti completare la quarta tappa nelle Alpi Francesi, necessitando di un volo charter per raggiungere Figueres in Spagna, a solo cinque giorni dall’inizio della competizione. In totale, la gara ha già coperto circa 700 km.
Le pratiche di volo durante la gara dovrebbero essere abolite, poiché rappresentano una scelta ambientalmente irresponsabile. Il cambiamento climatico è una realtà che influisce direttamente sullo sport, creando condizioni estreme che minacciano la vita. Solo dieci giorni fa, il principale host della Vuelta ha affrontato incendi boschivi senza precedenti, causando gravi danni.
Il ciclismo è uno degli sport che sperimenta il riscaldamento globale in modo immediato. I ciclisti vivono sulla loro pelle le conseguenze del clima estremo. Ciò che dovrebbe essere una celebrazione della velocità e della resistenza si svolge in un paesaggio trasformato dal collasso climatico.
Per gli sportivi consapevoli del clima, la presenza di sponsor inquinanti rende il ciclismo un ambiente ostile. La cultura accogliente del ciclismo purtroppo si presta a scopi di sportswashing, permettendo a compagnie petrolifere di mascherare i loro prodotti dannosi come sostenibili. Sebbene molti sponsor del ciclismo siano rispettabili, i giovani talenti spesso si trovano costretti a collaborare con sponsor problematici.
La verità è che alcuni sponsor che finanziano il ciclismo contribuiscono attivamente alla crisi climatica. Il consenso scientifico indica che nuovi progetti di estrazione di petrolio e gas porteranno l’umanità oltre le soglie climatiche sicure. Tuttavia, il principale sponsor della Vuelta, Eni, sta espandendo le sue operazioni fossili, presentando un’immagine progressista mentre continua a trarre profitto da attività dannose per il futuro.
Il ciclismo, la cui attrattiva è radicata nello sforzo umano e nella natura, si trova di fronte a contraddizioni evidenti. Eni non è l’unica azienda a utilizzare il ciclismo come una vetrina. Diverse squadre sono finanziate da compagnie petrolifere nazionali, come UAE Team Emirates-XRG e Bahrain Victorious, che cercano di migliorare la loro immagine globale attraverso il ciclismo.
La presenza di stati autoritari tra i principali sponsor del ciclismo solleva interrogativi sulla libertà di espressione e sul trattamento dei manifestanti. Il futuro del ciclismo sembra essere dominato da aziende petrolifere e regimi autoritari, con interviste ai ciclisti che si trasformano in pubblicità aziendali.
La squadra Ineos Grenadiers, sostenuta da un’azienda petro-chimica britannica, funge da veicolo di marketing per i SUV, evidenziando quanto siano radicate le compagnie fossili nel ciclismo professionistico. Questo non è un problema esclusivo del ciclismo, ma affligge lo sport a livello globale, dove sponsor ad alta emissione di carbonio si legano a eventi sportivi per migliorare la loro reputazione.
Iniziative come la Fossil Free Declaration rappresentano un modo per i fan del ciclismo di unirsi e chiedere scelte migliori alle organizzazioni del settore. Il cambiamento avverrà solo quando i fan inizieranno a criticare e a richiedere azioni concrete.

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