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Max Sciandri verso l'addio alla Movistar: Giovanni Visconti è uno dei nomi indicati per lo staff tecnico 2027.

Movistar parla italiano: Sciandri saluta, avanza Visconti


Dopo otto stagioni Max Sciandri sarebbe pronto a lasciare il team spagnolo. Per il 2027 prende quota Giovanni Visconti, ex corridore Movistar.

Articolo a cura della redazione di InBici News24

Il ciclomercato non riguarda soltanto i corridori. Dietro le quinte delle grandi squadre WorldTour si muovono direttori sportivi, tecnici e uomini chiamati a costruire strategie e gestire equilibri sempre più complessi. E dalla Spagna arriva una voce particolarmente interessante per il ciclismo italiano.

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Max Sciandri sarebbe pronto a lasciare la Movistar al termine della stagione 2026, chiudendo un’esperienza durata otto anni. Al suo posto – o comunque all’interno della rinnovata struttura tecnica della formazione spagnola – starebbe prendendo quota il nome di Giovanni Visconti.

L’indiscrezione, rilanciata nelle ultime ore dalla stampa italiana specializzata, disegna un suggestivo passaggio di testimone: un italiano saluta l’ammiraglia Movistar e un altro potrebbe presto salirci.

Al momento, però, è necessario distinguere le due situazioni. L’uscita di Sciandri viene indicata come ormai definita, mentre per Visconti manca ancora l’annuncio ufficiale della Movistar. Siamo dunque nel terreno del ciclomercato, anche se la pista appare decisamente interessante.

Max Sciandri verso l’addio alla Movistar: Giovanni Visconti è uno dei nomi indicati per lo staff tecnico 2027.

Sciandri, otto anni dentro il mondo Movistar

Per Max Sciandri si avvicinerebbe così la conclusione di un capitolo importante della sua seconda vita ciclistica.

Dopo una carriera da corridore di altissimo livello, Sciandri ha saputo reinventarsi come tecnico, portando nelle ammiraglie internazionali una conoscenza profonda del ciclismo e una cultura sportiva costruita tra Italia e mondo anglosassone.

Prima dell’esperienza Movistar aveva infatti lavorato a lungo all’interno della struttura BMC, maturando un importante bagaglio nella gestione dei corridori e delle strategie di gara.

Poi l’arrivo nella formazione di Eusebio Unzué, una delle strutture più longeve e riconoscibili del ciclismo mondiale.

Otto stagioni rappresentano molto più di una semplice collaborazione. Significano avere attraversato differenti fasi della squadra, cambiamenti generazionali e trasformazioni di un WorldTour diventato anno dopo anno sempre più competitivo e tecnologicamente avanzato.

Ora le strade sembrano destinate a separarsi.

Il futuro di Sciandri resta tutto da scrivere, ma un profilo con la sua esperienza internazionale potrebbe inevitabilmente diventare interessante per altre strutture professionistiche.

Da Atlanta alla carriera sull’ammiraglia

Prima di diventare direttore sportivo, Sciandri era stato soprattutto un corridore di grande qualità.

Classe 1967, nato a Derby ma cresciuto ciclisticamente in Italia, ha rappresentato il nostro Paese conquistando uno dei risultati più prestigiosi della propria carriera alle Olimpiadi di Atlanta 1996, quando ottenne la medaglia di bronzo nella prova in linea.

Nel suo palmarès figurano anche successi di tappa al Giro d’Italia e al Tour de France, oltre a numerose vittorie conquistate durante una lunga carriera professionistica.

Un passato importante che Sciandri ha saputo successivamente trasformare in competenza tecnica.

Perché guidare un’ammiraglia significa conoscere la corsa da una prospettiva completamente differente: leggere situazioni in pochi secondi, prendere decisioni, comunicare con gli atleti e soprattutto gestire uomini e personalità.

Un lavoro spesso lontano dai riflettori, ma fondamentale nel ciclismo moderno.

Giovanni Visconti, il ritorno alla Movistar?

Ed è proprio qui che la storia assume un significato particolare.

Tra i nomi indicati per il futuro della struttura tecnica Movistar emerge quello di Giovanni Visconti, uno dei corridori italiani più conosciuti della sua generazione.

Per il siciliano non sarebbe un vero debutto nell’universo della formazione spagnola.

Sarebbe piuttosto un ritorno a casa con un ruolo completamente differente.

Visconti ha infatti vestito la maglia Movistar dal 2012 al 2016, vivendo cinque stagioni all’interno della squadra di Unzué e conoscendone direttamente filosofia, organizzazione e ambiente.

Un dettaglio tutt’altro che secondario.

Quando una grande formazione sceglie di affidarsi a un ex corridore che ha già fatto parte della propria storia, infatti, porta all’interno dell’ammiraglia qualcuno che conosce non soltanto il ciclismo, ma anche il DNA della squadra.

Visconti, una carriera costruita attaccando

Anche il palmarès di Giovanni Visconti racconta molto del personaggio.

Professionista dal 2005 al 2022, il siciliano è stato uno dei corridori italiani più combattivi e riconoscibili della propria generazione.

Tre volte campione italiano su strada, Visconti ha saputo vincere su percorsi differenti e soprattutto interpretare le corse con quella capacità di attaccare che lo ha reso particolarmente apprezzato dal pubblico.

Proprio con Movistar arrivarono alcune delle giornate più belle della sua carriera.

Al Giro d’Italia 2013 conquistò due tappe, compresa la prestigiosa vittoria sul Col du Galibier, una delle montagne simbolo della storia del ciclismo.

Una giornata entrata nella memoria degli appassionati italiani e che lega ulteriormente il suo nome alla squadra spagnola.

Oggi, dopo aver lasciato il ciclismo professionistico pedalato, potrebbe aprirsi per lui un nuovo capitolo.

Non più davanti al gruppo. Ma dietro, dall’ammiraglia.

Due generazioni italiane si incrociano in Spagna

La possibile successione Sciandri-Visconti offre anche una lettura interessante per il nostro movimento.

Sono due uomini provenienti da generazioni differenti ma accomunati da un’esperienza internazionale importante.

Sciandri ha costruito parte della propria identità ciclistica tra culture diverse, prima da atleta e poi da tecnico.

Visconti rappresenta invece una delle generazioni più riconoscibili del ciclismo italiano degli ultimi vent’anni, con una lunga esperienza nelle squadre professionistiche e una conoscenza diretta del ciclismo spagnolo.

Se l’indiscrezione dovesse trovare conferma, la Movistar continuerebbe dunque ad avere una significativa impronta italiana all’interno della propria struttura tecnica.

Movistar guarda già al 2027

Il possibile cambiamento deve essere letto anche all’interno di una fase più ampia.

Nel ciclismo WorldTour moderno non si costruiscono soltanto organici di corridori. Si costruiscono vere e proprie strutture aziendali nelle quali direttori sportivi, preparatori, nutrizionisti, medici, tecnici e responsabili della performance lavorano quotidianamente per trovare anche il più piccolo margine di miglioramento.

La figura del direttore sportivo resta però centrale. È l’uomo che vive la gara.

Quello che dall’ammiraglia deve interpretare ciò che accade sulla strada e trasformare mesi di preparazione in decisioni immediate.

Movistar, una delle formazioni storiche del ciclismo internazionale, sembra quindi già lavorare alla struttura con cui affrontare il 2027.

E il nome di Giovanni Visconti rappresenta una delle indiscrezioni più interessanti.

Sciandri saluta, Visconti aspetta la conferma

Per il momento resta necessario mantenere la prudenza.

Max Sciandri appare destinato a concludere la propria esperienza con Movistar al termine del 2026. Giovanni Visconti viene indicato come possibile nuovo ingresso nello staff tecnico, ma l’ufficialità da parte della formazione spagnola non è ancora arrivata.

Se tutto dovesse essere confermato, però, il significato sarebbe suggestivo.

Un italiano scende dall’ammiraglia dopo otto stagioni.

Un altro italiano, che quella maglia l’ha indossata e con quei colori ha conquistato alcune delle vittorie più belle della propria carriera, potrebbe essere pronto a salirci.

Movistar continuerebbe così a parlare italiano.

Con un passaggio di testimone tra Max Sciandri e Giovanni Visconti che racconta come, nel ciclismo, una carriera possa terminare sulla bicicletta senza necessariamente finire sulla linea d’arrivo.

A cura della redazione di Inbici News24
Copyright © Riproduzione Riservata Inbici Media Group

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