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CICLOTURISMO – LA CICLOVIA DELLA VIA FRANCIGENA IN EMILIA ROMAGNA


Il percorso ciclabile della Via Francigena in Emilia Romagna si compone di due tappe che collegano le Province di Piacenza e Parma: percorso ideale per chi ama la natura e ha sulle gambe un buon allenamento 

La ciclovia della Via Francigena parte dal Gran San Bernardo ed arriva a Roma, in un percorso lungo diciotto tappe: un tragitto in mezzo alla natura che porta i cicloturisti alla scoperta di numerose bellezze paesaggistiche, offrendo anche la possibilità di visitare monumenti, Chiese e Pievi, di antica e misteriosa fattura.

In Emilia Romagna, il percorso della ciclovia francigena attraversa le Province di Piacenza e di Parma, per poi svalicare – con il Passo della Cisa – nella vicina Toscana. Si tratta di un’escursione in bicicletta che può essere svolta in due giorni e che ben si adatta, sopratutto nella seconda parte, a coloro che hanno nelle gambe un buon allenamento in bici: mentre la prima giornata si snoda nel centro della Pianura Padana, al confine con il Parco Fluviale del Taro, la seconda tappa s’inerpica sulle vette degli Appennini arrivando anche a picchi di dislivelli di 800 metri. 

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 La caratteristica di questo tratto di percorso, e più in generale di tutto il percorso della Via Francigena, è che si trova immerso nella natura. L’ideale è intraprenderlo quando si è alla ricerca di pace e tranquillità, lontano dalla frenesia della vita quotidiana. Il consiglio è quello di provarlo con biciclette gravel, in quanto in alcuni tratti il percorso attraversa carreggiate di campagna e quindi non è particolarmente indicato per le bici da strada.

Il percorso è interamente segnalato con fascette adesive e frecce in legno biancoazzurre che presentano il simbolo del pellegrino circondato da una ruota di bicicletta e la scritta “Ciclovia Francigena”: si possono trovare ad ogni bivio oppure sul tracciato ogni 300-500 metri. Per ogni tappa è anche possibile scaricare la traccia gps (prima tappa) (seconda tappa) e la road map dal sito ufficiale della Via Francigena. 

 IL TRAGITTO IN PILLOLE 

Altimetria da Fiorenzuola a Fornovo

PRIMA TAPPA 

Partenza: Fiorenzuola d’Arda (PC)

Arrivo: Fornovo di Taro (PR) 

Lunghezza percorso: 51,6 km

Dislivello: 250/300 mt 

Altimetria da Fornovo a Berceto

 SECONDA TAPPA 

Partenza: Fornovo di Taro (PR)

Arrivo: Berceto (PR) 

Lunghezza percorso: 34,3 km

Dislivello: 800/900 mt 

LA PRIMA TAPPA: FIORENZUOLA – FORNOVO 

Parte dal centro di Fiorenzuola, nei pressi della Collegiata di San Fiorenzo, una Chiesa di origini trecentesche, la prima tappa dell’itinerario emiliano romagnolo della ciclovia francigena. In città, prima di partire, è possibile visitare il Palazzo Grossi, di epoca rinascimentale e il Teatro Verdi, costruito in un’antica abbazia e inaugurato nel 1853  proprio con la rappresentazione dell’Attila del compositore bussetano. Complessivamente la tappa è lunga 51,6 km e presenta un dislivello minimo di 300 metri. La prima sosta può essere effettuata a Chiaravalle della Colomba, famosa per le “infiorate” all’interno della Basilica cistercense. L’inizio della sua costruzione risale al 1145: la Basilica venne terminata nel ‘200, per poi essere devastata dalle incursioni dei barbari e quindi ricostruita. Una visita la meritano anche il Chiostro del Convento benedettino e la Sagrestia, dove è conservata una teca con la “Sacra Spina”, reliquia donata da Luigi IX di Francia. Infine, prima di ripartire, è possibile una gustosa sosta alla Liquoreria del Monastero, dove si possono anche acquistare prodotti per la salute, realizzati in modo artigianale dai monaci. 

Il percorso riprende, attraversando i campi della pianura, ed arriva a  Fidenza. A proteggere la città è San Donnino a cui è dedicata la bellissima cattedrale, di stile romanico, la cui facciata è attribuita allo scultore Benedetto Antelami. Nella cripta del Duomo fidentino si trovano le spoglie del Santo, protettore dei pellegrini e dei viandanti. Se vi trovate a passare per Fidenza nei giorni precedenti o successivi al 9 ottobre, giorno in cui si ricorda San Donnino, potrete anche imbattervi nella Grande Fiera che – con giostre, mercati, eventi e buon cibo – caratterizza la città nei giorni dedicati al suo Patrono. Dopo Fidenza, il percorso, inizia leggermente a salire, per arrivare a toccare alcune frazioni del Comune di Noceto e quindi di Medesano, dove inizia il percorso collinare che lambisce il Parco Fluviale del Taro. 

Il territorio del Parco, che viene attraversato dalla ciclovia nella sua parte finale, è custode di diverse specie di uccelli, oltre che sito di nidificazione di sterne, occhioni, corrieri piccoli, garzette ed anatre. Un luogo ideale per immergersi nella naturae continuare il percorso affiancando il Fiume Taro che ci accompagnerà fino a Fornovo. La prima tappa del viaggio si concluderà proprio davanti alla Pieve di Santa Maria Assunta a Fornovo di Taro, costruita in epoca lombarda e poi ricostruita nel’XI in seguito all’importanza che il luogo aveva avuto grazie al passaggio della Via Francigena. Recentemente ristrutturata la Pieve di Fornovo custodisce al suo interno un organo del 1884 e alcune reliquie. 

LA SECONDA TAPPA: FORNOVO – BERCETO 

Passata la notte in una delle tante strutture ricettive del territorio, tra cui anche alcuni ostelli convenzionati con il cammino della Via Francigena, si riparte alla volta di Berceto. In sella alle biciclette ci aspetta una giornata impegnativa: se il tragitto non è lungo – solo 34,3 km – i dislivelli arrivano anche a toccare gli 800 metri. Passato l’abitato di Fornovo si percorre un tratto di Strada Provinciale che permette di arrivare nei pressi di Bardone e Terenzo. Si tratta di due piccoli borghi appenninici, incastonati nel verde paesaggio dell’Appennino Tosco Emiliano. A Bardone si può ammirare la Pieve, che è una delle più suggestive della via Fracigena: costruita intorno alla metà del XI, conserva al suo interno una scultura della Deposizione della Croce molto simile a quella dell’Antelami posta nel Duomo di Parma. 

Lasciandosi alle spalle il Comune di Terenzo, con la strada che inizia a salire, si raggiunge l’abitato di Cassio, con le tipiche case in sasso dei borghi appenninici. Qui si può anche fare una sosta all’Ostello, per rinfrescarsi e riposarsi prima dell’arrivo a Berceto, preceduto da una nuova salita. La tappa si conclude con un leggero tratto di pianura, che precede l’arrivo nel centro storico di Berceto – al confine con la Provincia di Massa – dove si potrà ammirare il Duomo di San Moderanno. La tradizione vuole che all’interno del Duomo, nella cappella dedicata a Sant’Apollonia, si trovi il Sacro Graal rinvenuto nel 1971 sotto al presbiterio, in seguito ad alcuni lavori di consolidamento della Chiesa. Usciti dal Duomo, a Berceto ci si può fermare in uno dei caratteristici ristoranti e trattorie che preparano squisiti piatti di funghi, una delle prelibatezze della zona. Quale migliore conclusione? 

A cura di Chiara Corradi per InBici Magazine – riproduzione riservata

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