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photo @SprintCyclingAgency

Pogacar e la Parigi Roubaix: una delle gare più dure che abbia mai fatto nella mia carriera


Tadej Pogacar, il ciclista sloveno e campione del mondo, è giunto secondo alla Parigi-Roubaix, una delle corse più dure e iconiche del calendario ciclistico. Nonostante le alte aspettative da parte dei fan, la sua prestazione è stata segnata da un incidente che ha compromesso le sue possibilità di vittoria. Dopo la gara, Pogacar ha riflettuto sulla sua esperienza, ammettendo che anche senza la caduta, la vittoria sarebbe stata difficile da raggiungere.

“L’atmosfera lungo il percorso era incredibile, con tantissime persone a fare il tifo per noi,” ha dichiarato Pogacar, visibilmente emozionato dalla partecipazione del pubblico. “Questo supporto è fondamentale, soprattutto quando ci sono condizioni di vento contrario o incrociato, quindi è stata davvero una bella corsa.” Tuttavia, nonostante l’entusiasmo, il ciclista ha confessato di sentirsi piuttosto esausto, specialmente dopo aver affrontato gli ultimi chilometri della corsa. “Alla fine, mi sono sentito completamente svuotato; ho sofferto molto, e gli ultimi 20 chilometri sembravano infiniti,” ha aggiunto.

La difficoltà della corsa è stata evidente per Pogacar durante tutto il suo svolgimento. “Questa è stata sicuramente una delle gare più dure che abbia mai fatto nella mia carriera,” ha affermato. “È un peccato non aver avuto il mio computer di bordo per gli ultimi 40 o 35 chilometri, perché quel file sarebbe stato impressionante. La potenza espressa, quando eravamo ancora in cinque, era tra le più alte che abbia mai visto nella mia vita.” La sua ammissione mette in luce quanto sia impegnativa questa corsa, che combina la velocità con le insidie delle strade acciottolate.

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Quando Pogacar ha aumentato il ritmo a 38 chilometri dalla fine, molti fan si aspettavano un duello emozionante con il rivale Mathieu Van der Poel. Tuttavia, un errore di valutazione ha portato a una caduta. “Ho visto le moto sul bordo della strada e pensavo che stessero andando dritte. Nessuno stava girando, e improvvisamente mi sono trovato a velocità troppo alta per affrontare la curva,” ha spiegato. “Ho dato tutto, ma era troppo veloce.” Questo incidente ha messo in evidenza i rischi che i ciclisti devono affrontare in situazioni di alta pressione e competizione.

Riflettendo sulla caduta, Pogacar ha dichiarato: “In pochi giorni probabilmente mi sentirò stupido per questo, ma oggi era tutto o niente. Sono arrivato secondo. Ho preso troppi rischi e, in una situazione normale di gara, si dà tutto per cercare di staccare Mathieu.” Nonostante la delusione, ha mostrato grande rispetto per Van der Poel, descrivendolo come un grande campione e un rivale motivante. “Correre contro di lui è un onore; se fossi ancora un ragazzo, sarebbe il mio idolo,” ha affermato.

Alla domanda se tornerà a partecipare alla Parigi-Roubaix, Pogacar ha risposto con incertezza. “Non so se posso vincere questa corsa. Penso di avere una possibilità, ma non so se accadrà l’anno prossimo,” ha detto, lasciando aperta la possibilità di un ritorno. La sua squadra ha avuto un buon risultato complessivo, con due corridori tra i primi cinque, e Pogacar ha espresso la volontà di continuare a lavorare con il suo team per migliorare in futuro.

Infine, Pogacar ha concluso la sua avventura al Roubaix con le iconiche docce nel Vélodrome, un rito di passaggio per tutti i ciclisti che completano la gara. “Queste docce sono un luogo di incontro per i campioni e i finisher,” ha commentato UAE Team Emirates-XRG, celebrando il debutto di Pogacar in questa storica corsa. Nonostante la delusione, il ciclista ha dimostrato di avere un grande spirito competitivo e una determinazione che lo porteranno lontano nelle prossime competizioni.

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