L’olandese della Alpecin-Premier Tech lancia la sfida alla vigilia del Tour: il finale di Montjuïc potrebbe favorire anche uomini da classifica come Pogačar ed Evenepoel.
Articolo a cura della redazione di InBici News24
Mathieu Van der Poel è pronto a recitare ancora una volta un ruolo da protagonista al Tour de France 2026. L’uomo simbolo della Alpecin-Premier Tech si presenta alla Grande Boucle con ambizioni importanti, diviso tra il desiderio di conquistare successi personali e quello di supportare il compagno di squadra Jasper Philipsen nelle tappe destinate ai velocisti. Ma alla vigilia della partenza da Barcellona, il fuoriclasse olandese ha voluto lanciare un chiaro avvertimento al gruppo: il Montjuïc potrebbe riservare sorprese.
Nel corso della conferenza stampa organizzata alla vigilia del Grand Départ, Van der Poel ha sottolineato come il tracciato inaugurale e, in particolare, il circuito finale di Montjuïc non rappresentino un terreno esclusivo per gli sprinter puri. Secondo il campione olandese, anche corridori del calibro di Tadej Pogačar, Remco Evenepoel e altri uomini da classifica potrebbero inserirsi nella lotta per il successo già nella prima giornata di corsa.
«Anche Pogačar ed Evenepoel possono giocarsi la vittoria»
L’analisi di Van der Poel è estremamente lucida. Il campione della Alpecin-Premier Tech ritiene che le caratteristiche tecniche del Montjuïc possano favorire atleti esplosivi, dotati di grande potenza e capaci di affrontare brevi salite ad alta intensità.
«Corridori come Tadej e Remco possono essere protagonisti su un finale del genere», avrebbe spiegato il neerlandese ai media internazionali, evidenziando come la lotta per la prima maglia gialla potrebbe coinvolgere un numero molto ampio di pretendenti.
Nonostante questo, Van der Poel non nasconde di guardare con interesse alle prime tappe del Tour. In passato il campione olandese è già riuscito a vestire la maglia gialla e il percorso iniziale della Grande Boucle potrebbe offrirgli una nuova opportunità per tornare in testa alla classifica generale.
Tra ambizioni personali e sostegno a Philipsen
Anche quest’anno il ruolo di Van der Poel all’interno della Alpecin-Premier Tech sarà duplice. Da una parte, l’olandese potrà cercare il successo personale nelle tappe più adatte alle sue caratteristiche; dall’altra sarà chiamato a svolgere un ruolo fondamentale nel treno di Jasper Philipsen, uno dei grandi favoriti per le volate e per la conquista della maglia verde.
La squadra belga ha infatti costruito una formazione estremamente competitiva attorno ai suoi due leader, confermando la volontà di essere protagonista in ogni fase della corsa. Van der Poel rappresenterà ancora una volta l’uomo chiave della strategia Alpecin-Premier Tech.
Un Van der Poel sereno e senza pressioni
Uno degli aspetti più interessanti emersi nelle ultime dichiarazioni riguarda l’approccio mentale con cui Van der Poel si avvicina a questo Tour. L’olandese ha spiegato di vivere la corsa con grande serenità, consapevole di aver già costruito una carriera straordinaria.
«La mia carriera è già più che soddisfacente», ha recentemente dichiarato il campione neerlandese, sottolineando come oggi il piacere di correre prevalga sulla pressione del risultato a tutti i costi. Un atteggiamento che potrebbe renderlo ancora più pericoloso nelle tappe adatte alle sue caratteristiche.
A rafforzare ulteriormente il morale del corridore contribuisce anche il felice momento personale che sta vivendo: poche settimane fa Van der Poel e la compagna Roxanne Bertels hanno annunciato l’arrivo del loro primo figlio, previsto per gennaio 2027.
Il Tour secondo Van der Poel
L’obiettivo principale resta quello di lasciare ancora una volta il segno alla Grande Boucle. Che si tratti di una vittoria di tappa, di qualche giorno in maglia gialla o di un prezioso contributo ai successi di Jasper Philipsen, Mathieu van der Poel sarà senza dubbio uno degli uomini più attesi del Tour de France 2026.
E se il Montjuïc dovesse davvero favorire i corridori esplosivi, attenzione: il nome del campione olandese potrebbe essere uno dei primi da cerchiare in rosso già nella giornata inaugurale.
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