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Pozzovivo, il ritorno contro il tempo e l’età


Dal ritiro annunciato alla nuova sfida tra i professionisti: il corridore lucano riparte a 43 anni con una scommessa personale e tecnica nel ciclismo moderno

Alla partenza del Tour of the Alps, Domenico Pozzovivo racconta il suo inatteso ritorno alle corse: tra studio, famiglia e allenamenti mai interrotti, il veterano italiano sfida una generazione sempre più giovane e performante.

Articolo a cura della redazione di Inbici News24. Tina Ruggieri


Lì dove il ciclismo contemporaneo corre veloce, quasi senza respiro, tra watt esasperati e anagrafiche sempre più verdi, emerge una storia in controtendenza. È quella di Domenico Pozzovivo, 43 anni compiuti, che alla partenza del Tour of the Alps si ripresenta con la calma di chi conosce il mestiere e la determinazione di chi ha ancora qualcosa da dire.

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Non è un semplice ritorno. È una dichiarazione. In un contesto che non concede tregua, dove ogni chilometro è già battaglia, Pozzovivo sceglie di rimettersi in gioco dopo aver detto basta. E lo fa con la lucidità di chi ha trasformato una pausa in evoluzione.

Il ritorno come scelta, non come nostalgia

“Ci lasciavamo con un addio, oggi ti ritroviamo qui: cosa è cambiato?”. La domanda apre il racconto di un rientro tutt’altro che romantico.

La risposta è netta: non c’è stata una vera interruzione. Pozzovivo non ha mai smesso davvero. Ha solo cambiato prospettiva.

“La bici non era più la priorità, ma non l’ho mai abbandonata”. Allenamenti costanti, condizione monitorata e numeri ancora competitivi raccontano un atleta che non si è mai realmente fermato. Non un ritorno nostalgico, dunque, ma una verifica concreta delle proprie possibilità nel ciclismo moderno.

Nel frattempo, la vita ha seguito altri ritmi. La famiglia, con una figlia di appena 16 mesi, e lo studio portato avanti con disciplina. Tre lauree – scienze economiche, motorie e nutrizione – che delineano un profilo fuori dagli schemi, capace di costruire un’identità oltre la carriera agonistica.

Un ciclismo che non aspetta nessuno

Il contesto, però, è profondamente cambiato. Il ciclismo professionistico oggi impone ritmi altissimi sin dai primi chilometri, con un’intensità costante che lascia pochissimo margine di recupero.

“Si corre forte dal primo chilometro”. Una frase che sintetizza perfettamente l’evoluzione dello sport: potenze elevate, strategie aggressive e una nuova generazione di corridori sempre più precoce e performante.

A 43 anni, Pozzovivo rappresenta un’anomalia. Ma anche una risorsa. L’esperienza, la capacità di gestione dello sforzo e la lettura della corsa sono elementi che non compaiono nei grafici dei watt, ma che possono ancora fare la differenza, soprattutto nelle corse a tappe.

“È più stressante per noi, ma anche più spettacolare per il pubblico”. Una sintesi efficace del ciclismo attuale: più veloce, più duro, ma anche più coinvolgente.

La scommessa personale

Il cuore del ritorno sta tutto in una parola: scommessa. Pozzovivo non cerca conferme, ma nuove possibilità.

“Vediamo se qualcuno accetta questa sfida”. Non è solo una richiesta di ingaggio, ma una vera proposta tecnica: dimostrare che, anche in un ciclismo dominato dalla gioventù, c’è ancora spazio per chi sa interpretare la fatica con esperienza.

È una sfida contro il tempo, ma anche contro le convenzioni di uno sport che raramente concede seconde occasioni a questa età. Eppure, proprio nelle grandi corse a tappe, la gestione diventa un’arte. E l’arte, spesso, appartiene ai più esperti.

Il richiamo della montagna

Non è un caso che il ritorno avvenga al Tour of the Alps, una corsa selettiva e ricca di dislivelli, perfetta per un corridore che ha costruito la propria carriera sulle salite.

“I ricordi qui sono buoni”. Il riferimento al podio di Innsbruck nel 2018 non è semplice nostalgia, ma memoria tecnica. Conoscere certi percorsi significa saperli interpretare meglio, anche anni dopo.

E sarà proprio la salita il vero banco di prova. Lì dove il peso si misura in grammi e lo sforzo in soglie, Pozzovivo cercherà risposte concrete sulla propria condizione.


Nel ciclismo delle accelerazioni continue e dei talenti precoci, il ritorno di Pozzovivo non è una favola, ma un esperimento. Un confronto diretto tra esperienza e modernità.

E la risposta arriverà, come sempre, in salita — dove i numeri contano, ma non raccontano tutto.


 

A cura della redazione di Inbici News24
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