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LA MOSERISSIMA: UN TUFFO NEL PASSATO

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Sabato 7 luglio a Trento si rinnova l’appuntamento con la ciclo-storica dedicata a Francesco Moser

 

Francesco Moser e la regia organizzativa di APT Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi e ASD Charly Gaul Internazionale propongono una manifestazione che non ha nulla da invidiare agli altri due appuntamenti del weekend trentino dal 6 all’8 luglio, la cronometro di Cavedine e “La Leggendaria Charly Gaul” da Trento al Monte Bondone.

Anzi, “La Moserissima” di sabato 7 luglio fungerà da dolce intermezzo ciclostorico fra le due competizioni. Un tuffo nel passato che, prima di onorare le gesta di Charly Gaul, celebrerà la lunga narrazione ciclistica della famiglia Moser, ricordando anche l’impresa di Aldo Moser, uno dei “superstiti” della tappa da tregenda del Giro d’Italia targata 8 giugno 1956 che segnò un’epoca.

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L’Angelo della Montagna vinse sul Bondone in condizioni proibitive, ma chi tagliò il traguardo assieme a lui non fu certamente da meno.

“La Moserissima” non è una passeggiata bensì un’impresa, questa volta dal punto di vista del vestiario e degli “attrezzi da gara”, con maglie di lana e biciclette d’acciaio a sfilare sulle strade bianche del Trentino e lungo le vie indicate da Francesco Moser in collaborazione con il comitato organizzatore.

La stretta di mano tra i Campioni Francesco Moser e Giuseppe Saronni – foto Newspower

 

Due grandissimi del passato quali il lussemburghese Charly Gaul e il corridore italiano più vincente di sempre, Francesco Moser, verranno celebrati a dovere grazie alla passione dei cicloamatori nella tappa inserita nel “Giro d’Italia d’Epoca”, deliziandosi di prodotti tipici sulle colline del Trentino e fermandosi a casa Moser per gustarsi anche il “Museo del Ciclismo”, dove si potranno ammirare i trofei e le maglie indossate dallo “Sceriffo” sorseggiando del buon vino.

L’antica Via Claudia Augusta ed il gran numero di piste ciclabili animeranno la “singolar tenzone” dopo lo start da Piazza Duomo a Trento, pedalando fra vigneti, meleti e le scenografiche strade di campagna, affrontando tratti off-road come si faceva un tempo, “ascoltando” la pace e la tranquillità nei pressi degli argini del fiume Adige.

La storia della bicicletta è di lunga data: nel 1817 il barone Drais, in Germania, inventò il cosiddetto “velocipede”, composto da due ruote collegate da un asse in legno, coprendo una distanza di 14.4 km in un’ora, ma per vedere una “Draisienne” dotata di pedali bisognerà attendere fino al 1861, data di nascita del Regno d’Italia. Nel 1870 il “grande Bi” del francese Jules Truffault, con ruote e telaio in acciaio, guarda già alla realizzazione dei primi modelli da corsa. Il primo più vicino all’attuale apparve tuttavia nel 1880, anche se le modifiche da effettuare per rendere “grande” la bicicletta devono ancora uscire allo scoperto. Ma è lo sviluppo stesso delle gare a permettere l’innovazione del ciclismo, ecco dunque la nascita del cambio e le prime sfide ai valichi alpini che porteranno la bicicletta ad evolversi divenendo ciò che è oggi, un oggetto “prezioso” con il quale divertirsi mantenendosi in forma.

“La Moserissima” permetterà tutto ciò, sfilando nel “vintage” di Trento e dintorni, una tappa immancabile per il Giro d’Italia d’Epoca, l’unica dell’intero Trentino-Alto Adige.

La tariffa d’iscrizione di 50 euro entro il 30 giugno propone un ricco menù composto da dorsale di gara, ristori sul percorso e all’arrivo, rivista ufficiale La Moserissima, assistenza medico-sanitaria, pacco gara con prodotti del territorio, lunch all’arrivo, servizio trasporto indumenti dalla partenza all’arrivo e, scrivendo all’indirizzo booking@discovertrento.it, si potrà usufruire di offerte vacanza personalizzate.

“Ho trovato una bici del ’61, ci sarò sicuramente!”, “Pare che questo sia un evento imperdibile, cercherò di esserci e di visitare questa bellissima parte d’Italia”, i commenti degli appassionati di ciclismo vintage si sprecano e, pazientando ancora un po’, sabato 7 luglio potranno essere al via della quarta edizione de “La Moserissima”, un salto in bicicletta con la macchina del tempo.

 

a cura della redazione Copyright © INBICI MAGAZINE

 

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