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Giro D'Italia 2018 - 101th Edition - 5th stage Agrigento - Santa Ninfa 152 km - 09/05/2018 - foto Roberto Bettini/BettiniPhoto©2018

L’INTERVISTA A RICCARDO MAGRINI: “SARÀ IL GIRO PIÙ INCERTO DEGLI ULTIMI ANNI”


Il cronista di Eurosport fa le carte alla prossima corsa rosa: “Mai così tanti favoriti al via. Difficile dire come finirà, ma sicuramente ci divertiremo”

“Non so come finirà, ma ho l’impressione che ci apprestiamo a vivere il Giro d’Italia più bello degli ultimi anni”.

Parola di Riccardo Magrini, l’oracolo del ciclismo moderno, il cronista più amato e sagace della tivù italiana: “Rispetto alle ultime edizioni – spiega – il lotto dei favoriti non è mai stato così ampio e autorevole con almeno cinque-sei corridori che possono legittimamente aspirare di arrivare in rosa a Verona”.

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E allora da chi cominciamo?

“Sicuramente da Simon Yates, vincitore dell’ultima Vuelta, uno che ha già dimostrato lo scorso anno, con quei tredici giorni in maglia rosa, di avere tutto per vincere il Giro. Se, come pare, avrà al fianco una grande squadra, lui deve essere considerato tra i favoritissimi della corsa”.

Anche più di Dumoulin?

“Non saprei. Certamente l’olandese lo vedo in rosa dopo la cronometro di San Marino che, sulla carta, dovrebbe fare una selezione importante in classifica. Dumoulin un Giro l’ha già vinto, in salita si difende molto bene e, in caso di arrivo al fotofinish, ha sempre il jolly della crono finale. Certo non mi meraviglierei in caso di bis”.

Simon Yates vincitore dell’ultima Vuelta a España photo Kei Tsuji/BettiniPhoto©2018
Dumoulin (NED – Team Sunweb) – Geraint Thomas (GBR – Team Sky) – Egan Bernal (COL – Team Sky) – Primoz Roglic (SLO – Team LottoNL – Jumbo) – photo Vincent Kalut/PN/BettiniPhoto©2018

Nel ruolo di terzo incomodo c’è chi dice Primoz Roglic…

“Potrebbe essere la vera sorpresa perché ha tutto per arrivare fino in fondo. Ha già dimostrato, con il quarto posto al Tour, di saper gestire le grandi corse a tappe, va forte a cronometro e ha la personalità giusta. Chi vuole arrivare in rosa a Verona dovrà fare i conti anche con lui”.

Altri favoriti?

Egan Bernal non sarà al via, purtroppo, Il colombiano deve alzare bandiera bianca in seguito alla frattura della clavicola causata da una caduta durante uno degli ultimi allenamenti in vista del Giro. La corsa rosa perde così un secondo possibile protagonista dopo che il campione del mondo Alejandro Valverde ha dovuto rinunciare per una caduta che gli ha causato dei problemi all’osso sacro.

E poi c’è Nibali?

“Il Giro di Vincenzo dipenderà dai suoi programmi e dunque dalla preparazione che ha impostato. Lui è un metodico e dunque è sempre importante sapere che cosa ha in testa. Dicono sia più concentrato sul Tour dopo quello che gli è accaduto lo scorso anno, ma se partisse da Bologna convinto di far bene allora, non ho dubbi, Vincenzo farà bene”.

Vincenzo Nibali (ITA – Bahrain – Merida) – photo Dion Kerckhoffs/CV/BettiniPhoto©2018

E per i velocisti?

“Per loro sarà dura perché questo non è un giro disegnato per gli sprinter. In ogni caso uno come Elia Viviani qualcosa può regalarci”.

Quali saranno le tappe decisive di questo Giro d’Italia?

“Come ho già detto la cronometro di San Marino lascerà tracce importanti sulla classifica, ma credo che poi a decidere saranno le tappe piemontesi. In ogni caso anche la prima settimana, che sulla carta sembra soft, nasconde in realtà tante insidie. Insomma, non ci sarà un attimo di tregua, come è giusto che sia”.

In generale, con tanti nomi nuovi ed i grandi campioni ormai al crepuscolo, il ciclismo mondiale sembra ormai avviato verso un importante ricambio generazionale…

“In effetti i giovani scalpitano e, risultati alla mano, stanno ritagliandosi uno spazio sempre più credibile nel ciclismo moderno. Ci sono tanti ventenni che hanno già dimostrato di poter vincere grandi corse ed altri che, magari, arrivano un po’ più tardi. Come ad esempio il nostro Alberto Bettiol, splendido trionfatore delle Fiandre. Che fosse un predestinato lo dicevano in tanti ed oggi, anche se con qualche anno di ritardo, possiamo dire che quei tanti avevano ragione”.

a cura della redazione

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