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- Remco Evenepoel (BEL - Red Bull - BORA - hansgrohe) - photo Luca Bettini/SprintCyclingAgency©2026

Remco Evenepoel avverte: «Sul Col du Haag il momento della verità»


Il belga presenta la durissima tappa di Le Markstein: «Dovrò resistere e restare agganciato. Tutto si deciderà sull’ultima salita».

Articolo a cura della redazione di InBici News24

Parole prudenti, ma estremamente chiare. Alla partenza della quattordicesima tappa del Tour de France 2026, Remco Evenepoel non ha cercato di nascondere le difficoltà della giornata più impegnativa affrontata finora dalla Grande Boucle.

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Intervistato dalla redazione belga di Sporza, il capitano della Red Bull-Bora-Hansgrohe ha individuato nel Col du Haag il punto decisivo della frazione da Mulhouse a Le Markstein-Fellering.

Una tappa di 155,3 chilometri, con circa 3.800 metri di dislivello e un percorso costantemente nervoso attraverso i Vosgi. Il terreno ideale per mettere alla prova non soltanto le gambe, ma anche la capacità di resistere alla pressione e ai cambiamenti di ritmo imposti dai grandi favoriti.

Evenepoel: «Prima di tutto dovrò resistere»

La strategia annunciata dal campione belga parte da un concetto semplice: non perdere contatto con i migliori.

«Prima di tutto bisognerà resistere e cercare di rimanere agganciati», ha spiegato Evenepoel. «Dovremo aspettare e vedere come si svilupperà la tappa, poi naturalmente si deciderà tutto sull’ultima salita».

Non è la dichiarazione di un corridore intenzionato ad attaccare da lontano. È piuttosto la lettura lucida di un atleta consapevole di trovarsi davanti a una giornata nella quale dosare le energie sarà fondamentale.

Evenepoel sa che Tadej Pogačar e Jonas Vingegaard possono imprimere un ritmo elevatissimo sulle pendenze più dure. Per questo il primo obiettivo sarà rimanere nella loro scia il più a lungo possibile, evitando di esporsi prima del momento decisivo.

«Al cento per cento sarà quello il momento della verità», ha aggiunto. «Bisognerà semplicemente cercare di ottenere il massimo».

Il Col du Haag fa paura

La grande novità della tappa è rappresentata dal Col du Haag, affrontato per la prima volta nella storia del Tour de France.

Evenepoel conosce bene la salita perché ha effettuato una ricognizione del percorso prima della corsa. Le sue parole descrivono un’ascesa irregolare, tecnica e molto più complessa di quanto possa indicare la sola pendenza media.

«So bene che cosa ci aspetta. I primi tre chilometri, quasi quattro, sono davvero molto ripidi. Poi c’è una breve discesa e il percorso cambia leggermente, ma si torna subito a salire».

La salita misura complessivamente 11,2 chilometri e presenta una pendenza media del 7,3%, ma sono soprattutto i tratti iniziali e le rampe più severe a poter provocare una selezione importante.

Il corridore belga ha posto l’accento anche sull’ultima parte:

«C’è un ultimo chilometro e mezzo molto duro su una strada stretta. Successivamente restano ancora tra i cinque e i sette chilometri più pianeggianti. Sarà comunque un finale molto impegnativo».

La conformazione del percorso rende il Col du Haag particolarmente interessante sul piano tattico. Chi riuscirà a scollinare con un piccolo vantaggio avrà infatti ancora alcuni chilometri per consolidarlo, mentre gli inseguitori dovranno trovare rapidamente un accordo.

Una tappa decisiva per il podio

Evenepoel arriva alla giornata dei Vosgi con il terzo posto nella classifica generale, ma con un margine ridottissimo nei confronti di Tom Pidcock.

Il britannico, protagonista nella tappa di Belfort, si è portato a soli nove secondi dal belga. Una situazione che trasforma la frazione di Le Markstein in un passaggio fondamentale nella corsa per il podio.

Il capitano della Red Bull-BORA-hansgrohe non può quindi limitarsi a controllare Pogačar e Vingegaard. Deve anche difendere la propria posizione dagli attacchi di Pidcock e dagli altri uomini di classifica ancora vicini.

La presenza del compagno Florian Lipowitz nelle prime posizioni offre alla formazione tedesca un’importante alternativa tattica. Tuttavia, nei chilometri più duri, sarà soprattutto la condizione individuale di Evenepoel a stabilire se il belga potrà consolidare il podio oppure sarà costretto a difendersi.

La cronometro resta nel mirino

Nelle parole del campione olimpico compare anche un riferimento alla cronometro individuale di martedì, una prova di 26 chilometri tra Évian-les-Bains e Thonon-les-Bains.

È il terreno sul quale Evenepoel può sperare di recuperare secondi importanti nei confronti dei rivali. Ma per arrivare alla prova contro il tempo con concrete ambizioni, dovrà superare senza danni le salite dei Vosgi e la successiva tappa verso il Plateau de Solaison.

La strategia appare quindi evidente: limitare le perdite in montagna per poi sfruttare una delle sue specialità migliori.

Evenepoel non vuole tuttavia correre pensando esclusivamente alla cronometro. La classifica è troppo corta e il Tour troppo imprevedibile per rinunciare a cogliere eventuali opportunità già sul Col du Haag.

La famiglia come motivazione supplementare

L’intervista di Sporza ha mostrato anche il lato più personale del corridore belga. Alla tappa assistono infatti la moglie Oumi e alcuni componenti della sua famiglia.

Evenepoel ha escluso qualsiasi significato scaramantico, ma non ha nascosto quanto sia importante averli vicino nei giorni più difficili della Grande Boucle.

«È una bellissima regione dalla quale seguire la corsa. Sono molto contento che siano qui. È una motivazione supplementare, sicuramente fino alla cronometro».

Una presenza che può offrire serenità e forza mentale in una fase del Tour nella quale la fatica accumulata comincia a pesare e ogni giornata può cambiare la classifica.

«La loro presenza mi dà soltanto una ragione in più per cercare di fare ancora meglio», ha concluso.

Il giorno della verifica per Remco

Il Col du Haag rappresenta una salita nuova per il Tour, ma anche un esame importante per Evenepoel.

Il belga ha dimostrato di saper reagire nei momenti difficili, come nella tappa del Massiccio Centrale, quando era riuscito a recuperare dopo essere stato staccato e a conquistare il secondo posto alle spalle di Pogačar.

Sui Vosgi, però, non ci sarà molto spazio per rimediare. La strada stretta, le pendenze severe e il ritmo dei migliori potrebbero trasformare l’ultima salita in una sfida uomo contro uomo.

Evenepoel lo sa e non cerca proclami. Il suo programma è essenziale: resistere, restare agganciato e dare tutto nel punto decisivo.

Il Col du Haag dirà se Remco può continuare a difendere il podio e avvicinarsi alla cronometro con fiducia. Come ha ammesso lui stesso, sarà il momento della verità.

A cura della redazione di Inbici News24
Copyright © Riproduzione Riservata Inbici Media Group

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