A Lugagnano Val d’Arda memoria e futuro si incontrano: il riconoscimento dedicato allo storico regista Rai sarà consegnato ai protagonisti dell’Italia Bike Cup.
Articolo a cura della redazione di InBici News24
Ci sono uomini che hanno raccontato il ciclismo senza pedalare davanti al pubblico, ma contribuendo in maniera determinante a trasformarlo in emozione, spettacolo e memoria collettiva.
Uno di questi è stato Nazareno Balani, storico regista Rai e grande conoscitore dello sport, al quale domenica 6 settembre, a Lugagnano Val d’Arda, in provincia di Piacenza, sarà dedicato un riconoscimento che mette idealmente in comunicazione due generazioni: quella di chi ha raccontato attraverso le immagini alcune delle pagine più importanti dello sport italiano e quella dei ragazzi che oggi rappresentano il futuro del ciclismo.
Il Trofeo Nazareno Balani sarà infatti consegnato durante la cerimonia conclusiva della Valdarda Bike Park, appuntamento che chiuderà il calendario dell’Italia Bike Cup.
NAZARENO BALANI, LO SPORT RACCONTATO ATTRAVERSO LE IMMAGINI
Il riconoscimento è stato fortemente voluto da Fabio Zappacenere, proprietario insieme alla moglie Marina Campi di Atlantide Videoservice, che nella propria esperienza professionale ha avuto l’opportunità di lavorare al fianco di Balani.
Nazareno Balani è stato molto più di un regista televisivo. Il suo modo di raccontare lo sport passava certamente attraverso la competizione e i suoi protagonisti, ma anche attraverso tutto ciò che circondava l’evento: un’espressione, un paesaggio, l’attesa prima della partenza, la fatica di un atleta e quei particolari apparentemente secondari capaci invece di trasformare una semplice ripresa televisiva in una storia.
Nella sua lunga carriera il ciclismo ha occupato uno spazio importante. Le grandi corse e gli appuntamenti più prestigiosi sono entrati nelle case di milioni di italiani anche grazie al lavoro di professionisti che, come Balani, hanno saputo interpretare le immagini e restituire agli spettatori non soltanto il risultato, ma l’atmosfera e l’anima delle competizioni.
A LUGAGNANO IL PASSATO INCONTRA IL FUTURO
Da qui nasce il significato particolare della cerimonia in programma domenica.
Il Trofeo sarà destinato ai giovani protagonisti dell’Italia Bike Cup: saranno premiati i vincitori delle categorie Esordienti maschili e femminili di primo e secondo anno, Allievi e Allieve di primo e secondo anno, Junior e Woman Junior. Un riconoscimento è previsto anche per le migliori società nelle classifiche riservate ai team.
A consegnare personalmente i premi sarà il figlio di Nazareno Balani.
Un momento dal forte valore simbolico: da una parte il ricordo di un uomo che ha dedicato una parte importante della propria vita professionale a raccontare lo sport; dall’altra ragazzi e ragazze che stanno iniziando a costruire la propria storia nel ciclismo.
Il regolamento prevede inoltre un principio molto semplice: il Trofeo sarà consegnato esclusivamente agli atleti effettivamente presenti alla cerimonia.
UN RICORDO CHE TORNERÀ ANCHE SULLA RAI
La giornata di Lugagnano avrà anche una significativa appendice televisiva. Una sintesi della premiazione sarà infatti proposta all’interno di Radiocorsa, storico appuntamento settimanale della Rai dedicato al mondo delle due ruote.
Un ritorno simbolico sul piccolo schermo per il nome di Nazareno Balani, attraverso proprio quello strumento – la televisione – che ha caratterizzato gran parte della sua vita professionale.
Il progetto trova inoltre la condivisione di importanti personalità del ciclismo e della comunicazione sportiva, tra le quali Alessandro Fabbretti, storico volto di Rai Sport, Michil Costa, legato all’organizzazione della Maratona dles Dolomites-Enel, e Alberto Stocco, titolare di Ca’ del Poggio.
IL CICLISMO È MOLTO PIÙ DI UNA CLASSIFICA
Il messaggio lasciato dal Trofeo Nazareno Balani va oltre una semplice premiazione.
Il ciclismo non vive solamente attraverso vittorie, classifiche, secondi guadagnati o persi e braccia alzate sotto uno striscione d’arrivo. Vive anche attraverso il territorio attraversato dai corridori, il volto di un ragazzo pochi istanti prima del via, l’abbraccio con i compagni, la sofferenza di chi cerca di arrivare fino in fondo.
Sono proprio questi particolari a trasformare una competizione sportiva in un racconto.
Nazareno Balani aveva fatto di questa sensibilità una caratteristica del proprio lavoro e oggi il Trofeo che porta il suo nome vuole conservarne l’eredità.
Domenica 6 settembre, dunque, Lugagnano Val d’Arda non celebrerà soltanto i vincitori dell’Italia Bike Cup.
Celebrerà una parte della cultura del ciclismo italiano, ricordando chi ne ha raccontato la bellezza attraverso una telecamera e affidando idealmente quella memoria ai giovani che oggi stanno iniziando a scrivere nuove pagine sulle strade e sui sentieri.
Un filo che lega immagini e bicicletta, passato e futuro.
Perché cambiano i protagonisti, cambiano le generazioni e cambiano gli strumenti con cui raccontiamo lo sport. Ma rimane immutata quella capacità del ciclismo di trasformare una gara in una storia e una storia in un’emozione.
Fonte della notizia: RadioCorsaWeb, contenuto rielaborato dalla redazione di InBici News24.
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